Mandorlini: «Rischiato poco e onore anche all’arbitro»

Il mister svela cosa ha detto ai suo ragazzi: «Loro urbano perchè hanno paura» E poi se la prende con il regolamento: «Pazzesco giocare il ritorno in trasferta» 

AVELLINO

Il rumore dei nemici.


Mister Andrea Mandorlini cita il suo collega più illustre per commentare il successo del Padova. Anzi, a dir la verità, l’aveva già fatto prima della partita, episodio inconsueto per un personaggio poco social come lui. Eppure, ieri all’ora di pranzo, il tecnico aveva postato sul suo profilo instagram un meme con foto e frase di Mourinhno: «Ho espresso un’opinione e ho sentito subito il rumore dei nemici. Questo mi piace».

Il riferimento evidente è allo sciame di polemiche che hanno accompagnato la vigilia del match: «Mou è il più grande e io nel mio piccolo cerco di immedesimarmi in lui», ha spiegato Mandorlini dopo la vittoria. «Di sicuro è molto più bravo di me nelle parole, ma ha una filosofia che sposo in toto. L’ho detto subito ai miei ragazzi, tutte queste polemiche erano la dimostrazione di quanto l’Avellino avesse paura di noi. Dovevano solo essere più duri di loro e ce l’abbiamo fatta. Io ho tanti nemici, specialmente quando vengo al sud, perché ho fatto alcuni errori ma soprattutto perché sono state ingigantite certe situazioni. Ma questo tipo di atmosfere mi caricano, vivo di questo e oggi sono contento. L’Avellino ha preso come un’offesa e rigirato una frase che avevo pronunciato non certo per denigrarli, ma per sottolineare una loro qualità. Non l’hanno capito ma la loro reazione ci ha caricato. E in questa situazione è uscita tutta la forza del nostro gruppo, perché siamo una famiglia».

In un momento così delicato si sente di essersi preso l’intera squadra sulle spalle e di aver fatto da parafulmine proteggendo i giocatori?

«Un allenatore deve saper fare anche questo e a me piace pormi da scudo per i miei ragazzi. Ma alle spalle abbiamo anche una grandissima società».

Poi è arrivato il campo e una vittoria meritata anche grazie alla mossa di inserire Ronaldo trequartista per una soluzione tattica inedita. Come è nata?

«L’ho pensata perché volevo sporcare le giocate del loro mediano basso e permettere a Ronaldo di prendere palla più vicino alla porta per essere pericoloso. È un’idea che avevo da tempo e già in altre circostanze avevo alzato il raggio d’azione del nostro capitano perché credo che quando gioca vicino alla porta può essere decisivo con la sua grande qualità. Non avevamo quasi mai giocato in questo modo, l’abbiamo preparata in soli due giorni ma dopo la sfida d’andata mi sono detto: decido io, va fatto così. Abbiamo disputato un’ottima prova, potevamo chiuderla anche prima ma abbiamo rischiato pochissimo. Onore al merito anche all’arbitro che è stato veramente imparziale e ha tutelato entrambe le squadre al contrario di quanto successo domenica scorsa».

Per la finale dovrà rivoluzionare la squadra. A che soluzioni sta pensando?

«Mi spiace, ma abbiamo una rosa profonda. Ora pensiamo a recuperare le energie. Tuttavia, sono allibito dal regolamento. Ma come è possibile che una squadra come la nostra, con la classifica che ha avuto e tutti i record stabiliti in stagione regolare sia costretta a giocare il ritorno in trasferta? Un’altra stortura della Lega, sembra che abbiamo davvero tutti contro ma dobbiamo essere più forti anche di questo». —

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