La convivenza tra Emil e Ronnie la pazza idea coltivata dal Mando

Il tecnico ravennate dovrà inventarsi qualcosa: piovono squalifiche Ma conosce il clima postseason come le sue tasche. E si gioca tutto 

l’analisi

Stefano Edel


Nel momento più delicato della stagione Andrea Mandorlini ha ritrovato il “suo” Padova. Perché all'allenatore si può anche rimproverare di essere, alle volte, un testone sui generis, ma non di essere incoerente. Una su tutte: la convivenza tra Hallfredsson e Ronaldo. Piedi buoni entrambi, passo greve l'islandese, forte però di un sinistro di tutto rispetto, grinta (magari sin troppa) e incedere da centrocampista d'attacco il brasiliano, che ha nella capacità di andar via in progressione e soprattutto nel tiro le qualità migliori.

Perché ha dimostrato di aver ragione, il mister, nella sua coerenza? Perché al Partenio il buon Emil, 37 anni il 29 giugno, ha sfoderato una prestazione maiuscola da regista, e perché il capitano è stato piazzato nella zona di campo che ne esalta le caratteristiche e le potenzialità, la trequarti. Nei primi 45' avere Hallfredsson che impostava e Ronaldo che sviluppava l'offensiva ha comportato non pochi problemi alla squadra di Braglia, presa d'infilata dalle accelerazioni del 10 biancoscudato, vicino a sfiorare il 2 a 0. Certo, non sarà facile affrontare fra pochi giorni la finale d'andata dovendo inventarsi una nuova formazione, orfana proprio di Ronaldo, oltreché di Chiricò, Saber e del giovane Vasic, e augurandoci che Germano possa recuperare, ma il parco-giocatori a disposizione è tale da indurci a credere che Mandorlini riuscirà comunque ad allestire un 11 di tutto rispetto.

Un consiglio in tal senso ai “leoni” da tastiera e a chi spara sentenze e giudizi con troppa fretta, credendo di avere in mano la verità assoluta: Mandorlini sa il fatto suo, può sbagliare come tutti, ma di playoff se ne intende e bisogna riconoscergli che ha preparato benissimo la sfida più... terribile, fregandosene delle critiche. Del resto, a Padova è tornato per vincere, oltreché per saldare un debito di riconoscenza nei confronti di una piazza che aveva abbandonato nel 2007, allettato dalle “sirene” della Serie A provenienti da Siena, e chi lo conosce bene sa quanto ci tenga a mantenere la parola data. Coloro che hanno la memoria corta dovrebbero ricordarsi quanto favorevole fu l'ondata di simpatia che lo accolse dopo essere subentrato a Sullo, nel gennaio 2020.

Prendere un gruppo in corsa non è mai semplice, e la clamorosa eliminazione dello scorso anno, con la Juve U23, gli è rimasta sul gozzo. La proprietà è ripartita da lui, convinta di avere il condottiero migliore. Certo, non sono state tutte rose e fiori nel corso di un'annata dove si sono registrate alcune sconfitte imbarazzanti e pesanti e dove si è subìta la rimonta del Perugia, ma al momento giusto il “leone” ha piazzato la zampata che voleva. Si gioca tutto, per dimostrare che aveva, ed ha, i requisiti per non fallire un altro appuntamento significativo della carriera. Forza, dunque, prepariamoci ad assistere all'ultima cavalcata, e chissà che il 17 si faccia tutti festa, come meriterebbe una tifoseria che ha diritto di non soffrire più così tanto. —

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