Passione, birra e preghiere nel pomeriggio dei tifosi Gelo dopo il gol del Perugia

In trecento si sono ritrovati fuori dall’Euganeo, qualcuno confidava nel miracolo del Santo. Da Genova è arrivata Giovanna, tifosa speciale  

La giornata

Nel pomeriggio dell’Euganeo e delle speranze disilluse il popolo biancoscudato ha - come sempre - risposto presente. Circa trecento tifosi di tutte le età si sono radunati all’esetrno dell’Euganeo per seguire il Padova dai televisori della “Favela”, il luogo di ritrovo degli ultras della Fattori: per quanto possibile distanziati e con mascherina, anche se comprensibilmente per gli organizzatori non è stato semplice tenere sempre tutto ordinato. «Cerchiamo di non far nascere la variante biancoscudata del coronavirus», ha scherzato qualcuno.


preghiera

«Siano andati a pregare al Santo», racconta prima del match Giacomo. «Speriamo ci abbia ascoltato perché ci serve davvero un miracolo da Sant’Antonio». Una cinquantina di ragazzi della Fattori hanno poi accompagnato in scooter l’autobus con la squadra verso l’ora di pranzo: ad accoglierla all’ingresso dell’Euganeo hanno trovato altri 200 ultras attrezzati di fumogeni, bandiere e megafoni per i cori. Ai ragazzi di Mandorlini la carica dei tifosi non è di certo mancata. Poi tutti al “Favela” dove erano pronti birra e panini. Gli umori a pochi minuti dall’inizio del match sono variabili: «Io sono fiducioso, nel calcio non si sa mai cosa può accadere», spiega Nicola. «Dobbiamo essere realisti: abbiamo sprecato tutto con le sconfitte di Matelica e Trieste», racconta Mattia.

alcol e goliardia

Nel frattempo l’alcol e la goliardia aiutano a stemperare la tensione: quando sugli schermi compare l’ingresso in campo parte un “Ma quando torno a Padova” cantato di cuore e a pieni polmoni, come se si fosse nello stadio, come se i giocatori potessero sentire. Tra la folla sbuca anche un cartellone con Sant’Antonio, ancora lui, e passa anche un cane con una sciarpa padovana al collo. Ma dopo essersi messi le mani nei capelli per la prima occasione di Biasci, ecco scendere il gelo per il primo gol del Perugia. Nello stadio un cartellone recita “A Padova abbiamo il Santo: crediamoci”. In tribuna d’onore presenti tutte le personalità: dal Sindaco Giordani all’assessore Bonavina, dall’ex presidente Bonetto al Rettore dell’Università, Rizzuto.

tifosa speciale

All’intervallo Bonavina commenta: «Il rischio è quello di avere paura di vincere e farsi condizionare da Salò, i ragazzi devono essere bravi a isolarsi per non avere rimpianti». Presente anche la super tifosa Giovanna Acquario: malata di Sla, residente a Genova, ma di origini padovane, è partita la mattina presto per arrivare all’Euganeo in tempo: «Al 99% lo sapevo che sarebbe finita così», commenta a fine match. «C’era quell’1% di speranza che però mi portavo dentro. Ai playoff? Tornerò di certo: io una volta frequentavo sempre la curva Fattori e tornare a vedere il Padova è sempre un’emozione». Intanto fuori il rammarico cresce col secondo gol del Perugia, tanto che qualcuno mastica amaro quando il Padova passa finalmente in vantaggio: tutto inutile, ma la festa si spera che sia solo rimandata. —



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