Mandorlini: «Mai pensato al piano B ma noi tutti crediamo nella promozione»

L’analisi del tecnico: «Subita una campagna mediatica negativa e fatale l’ingiustizia di Trieste: meritiamo di salire» 

padova

Adesso ci si ferma per qualche giorno. Per metabolizzare l’amarezza di un boccone che fino all’ultimo si era sperato di non dover ingoiare e per rendersi conto di essere obbligati a prendere un’altra strada e capire come affrontarla.


Mister Andrea Mandorlini ammette di non aver mai pensato all’ipotesi playoff, ma allo stesso tempo non vuole alzare bandiera bianca: «Non abbiamo mai pensato a un piano B, adesso lo prepareremo e mi auguro che sia veramente un piano B, come dice la parola stessa», spiega il tecnico. «Non ci abbiamo mai pensato perché ci abbiamo creduto fino alla fine e fino all’ultimo momento abbiamo sperato di potercela fare. C’è grande rammarico perché siamo rimasti in testa alla classifica per tantissimo tempo, abbiamo guadagnato 79 punti e a conti fatti abbiamo perso un campionato a causa di un gol subìto con la mano. È la verità, in un girone così equilibrato è risultata fatale quella grande ingiustizia arrivata in una gara che, senza una schiacciata da pallavolo, non avremmo mai perso».

Pensa che in quel momento la stagione del Padova abbia preso una piega negativa che non siete riusciti a correggere?

«Sì, in quel momento la stagione è girata. Ma già prima era partita una violenta campagna mediatica nei nostri confronti. Dopo la partita di Verona, che abbiamo vinto all’ultimo minuto, siamo stati attaccati pesantemente. Tanti hanno parlato, tanti si sono lamentati e mi riferisco in particolar modo al direttore generale del Perugia, Comotto. Siamo stati zitti il più possibile, ma alla fine quelli penalizzati da un’ingiustizia siamo noi. Il calcio è anche questo, ma fortunatamente ti dà l’opportunità di rifarti subito: sono sicuro che ci faremo trovare pronti ai playoff».

Il rammarico è tutto per gli episodi avversi o sente di dover imputare qualcosa su come sono state gestite le ultime partite?

«Capita a tutti di sbagliare una partita e di accusare il colpo. Ma abbiamo fatto un buonissimo campionato, abbiamo la miglior difesa e il miglior attacco, abbiamo vinto più partite di tutti. Ci sono stati errori ma mi sento solo di fare i complimenti alla squadra, alla società e ai tifosi che ci sono sempre stati vicino. Ci aspettavamo tutti un finale diverso ma sono convinto che ai playoff ripartiremo più forti di prima».

Il vantaggio immediato del Perugia a Salò ha condizionato la vostra prestazione?

«Un po’ sì, era impossibile non ricevere notizie e l’umore ne ha risentito. Il mio desiderio era quello che tutti ci potessimo concentrare solo sulla nostra partita, ma in campo c’era proprio la sensazione che ci stesse sfuggendo di mano un campionato che avremmo meritato di vincere. Abbiamo fatto il nostro dovere fino in fondo ma non è bastato, ci aspettavamo tutti un finale diverso e adesso occorre smaltire la delusione per poter ripartire. Sicuramente ci saranno tre o quattro giorni di riposo, poi ci rimetteremo in marcia con fiducia».

Qual è il primo punto da cui ripartire?

«La consapevolezza che abbiamo un’altra possibilità importante per poter centrare il nostro obiettivo. Arriviamo ai playoff da miglior seconda e sappiamo di avere delle carte importanti da giocare. Le tre settimane che ci separano al ritorno in campo serviranno per recuperare i giocatori che ci sono mancati in questo finale ma anche per rigenerarci dal punto di vista nervoso perché abbiamo speso tantissimo. Venti giorni passano in fretta e nelle prossime ore stileremo un piano per farci trovare nelle condizioni migliori all’appuntamento decisivo. Non l’abbiamo fatto prima perché la consapevolezza di poter vincere il campionato era troppo grande. Ma su una cosa non ho dubbi: ci crediamo fortemente ancora tutti quanti. Piuttosto facciamo tesoro degli errori commessi e continuiamo a dare il massimo per riportare questa squadra dove merita di stare». —



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