Padova, ecco Modena Il Mando è carico «Sono queste le gare che non dimentichi»

Lo ha voluto dire ai ragazzi: «Io da calciatore ero più scarso  di altri, ma ho sempre lottato per non farmi togliere i sogni»

Stefano Volpe / PADOVA

Un’intera città prova a spingere la squadra verso il sogno Serie B.


Il Padova oggi sbarca a Modena per difendere la prima posizione a tre giornate dalla fine del campionato. Il giorno tanto atteso è arrivato, accompagnato dall’entusiasmo crescente dei tifosi, testimoniato dagli striscioni apparsi ieri sia al centro d’allenamento che sul viadotto dell’A13 al passaggio del pullman della squadra in direzione Emilia. Sulla carta la gara di oggi è la più impegnativa delle tre che rimangono. Il Modena, oltre a vantare la terza miglior difesa del girone, punta a concludere il torneo come miglior quarta classificata di tutti e tre i raggruppamenti. Il nuovo regolamento playoff, pubblicato nei giorni scorsi, concede alla miglior quarta il vantaggio di saltare un turno in più negli spareggi promozione. Un vantaggio che il Modena vorrebbe strappare alla concorrenza di Bari e Catanzaro nel girone C.

Ma il Padova ha davanti a sé un traguardo troppo grande, reso possibile da un percorso condotto quasi sempre in testa alla classifica.

«Sento un’emozione forte e allo stesso tempo grande responsabilità», confessa mister Mandorlini. «Ho la fortuna di essere da tanto tempo nel mondo del calcio, conosco quello che si prova quando si arriva a giocarsi un grande risultato e ogni volta per me è motivo di forte orgoglio. Non c’è aspetto più bello che poter lottare per vincere quando mancano poche giornate alla fine e non capita spesso nell’arco di una carriera. L’ho detto anche ai giocatori. Le tensioni e le pressioni ci stanno, fanno parte del gioco e sono normali. Ma sono queste le partite che chiunque ambisce a giocare. Io da calciatore ero più scarso di molti altri compagni ma lottavo con tutte le energie che possedevo per evitare che mi scippassero il sogno. Ed è quello che mi aspetto facciano anche i miei ragazzi».

Proprio su questo tasto ha battuto il tecnico alla vigilia. A tre gare dalla fine il Padova ha già dimostrato di essere una squadra forte e completa, ma adesso non basta soltanto confermarsi. Serve andare al di là della fatica e saper essere all’altezza della situazione anche dal punto di vista mentale: «L’aspetto nervoso sarà decisivo. Voglia, coraggio e sacrificio faranno la differenza. La squadra sta bene e si è preparata nel migliore dei modi. Abbiamo disputato un ottimo campionato, serve l’ultimo sforzo».

Il tecnico ammette la difficoltà dell’impegno contro un avversario che fino all’inizio del girone di ritorno lottava per la promozione diretta: «Solo qualche mese fa aspettavano questa gara per sognare il sorpasso e giocarci la prima posizione. Faranno di tutto per riuscire a batterci anche perché vorrebbero essere al nostro posto. Senza nulla togliere alle prossime rivali sono convinto che questo sia l’impegno più duro tra quelli che ancora ci mancano».

Un ostacolo che il Padova si giocherà ancora senza il capitano Ronaldo. Il brasiliano sta meglio rispetto alla scorsa settimana, ma ogni volta che ha provato a forzare ha accusato dolore al quadricipite della gamba destra infortunatosi alla vigilia di Trieste. È convocato e andrà in panchina, ma entrerà in campo solo in caso di estremo bisogno. In mezzo rientra Della Latta che sostituirà Firenze come mezzala sinistra mentre Matteo Mandorlini, dopo la buona prova con il Gubbio, potrebbe essere confermato da regista con Hallfredsson in panchina. Molta scelta anche in attacco dove è ballottaggio a tre per il ruolo di centravanti tra Biasci, Nicastro e Paponi. In difesa molto probabile la conferma del quartetto visto domenica scorsa. Ancora una volta il tecnico ha convocato tutta la rosa a parte il terzo portiere Voltan, infortunato. —

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