Binotto: «Dal 2022 la svolta della Ferrari Adesso siamo pronti per un nuovo ciclo»

Formula 1, Gp di Imola. Il team principal della Rossa svela i suoi progetti 

il colloquio



INVIATO A IMOLA

Mattia Binotto non dice più «si tratta di capire», la frase diventata tormentone nei monologhi di Maurizio Crozza. La situazione in Ferrari è più chiara rispetto alla passata stagione: ci sono un punto di partenza e uno di arrivo, una macchina in pista che lotta per il terzo posto tra i costruttori e una in costruzione a Maranello che sta nascendo sotto buoni auspici. «Il 2022 è un’opportunità per aprire un nuovo ciclo», promette il team principal della Ferrari. Le basi? Simulatore e galleria del vento che sfornano dati precisi, un nuovo pilota che si è ben integrato nella squadra e la mentalità vincente.

Il Gran premio di Imola diventa un esame importante. L’autodromo una volta era casa Ferrari. Michael Schumacher qui ha vinto una volta al volante della Benetton e sei con la Rossa. Binotto ricorda il successo dell’aprile 2003 segnato dal lutto. Il sabato di vigilia, Michael e il fratello Ralf andarono in Germania per salutare la madre morente in ospedale e poi tornarono per la gara. Mamma Elisabeth morì la mattina del Gp. «Prima del via trascorsi un po’ di tempo nel camerino con Michael per ripassare la strategia. Soffriva, però era determinato. Fece una gare incredibile e vinse. ma non fu soltanto il successo: quel giorno confermò la sua forza mentale, la sua volontà».

Quell’anno e il successivo, il campione tedesco conquistò gli ultimi due titoli mondiali della carriera. Era il ciclo della Ferrari, quello che Binotto cerca di ricostruire. Perché il 2022? «Perché i grandi cambiamenti danno inizio ai cicli vincenti. Ci sarà una discontinuità nel regolamento, le monoposto saranno molto diverse. In più, dobbiamo già fare i conti con il budget cap. Letteralmente. Siamo costretti a ragionare su ogni spesa, a decidere le priorità, a stabilire dove concentrare sforzi e risorse».

Questo è il futuro. Intanto, c’è una stagione da portare avanti con dignità dietro alle irraggiungibili Mercedes e Red Bull. Adesso è spuntato un altro avversario: è un team italiano, ha commesso degli errori in Bahrein che ne hanno mascherato le potenzialità. Si chiama AlphaTauri ed è l’ex Toro Rosso ed ex Minardi. Nel 2020 ha vinto a Monza, ieri ha segnato il terzo tempo nelle prove libere sempre con Pierre Gasly. «Possiamo fare meglio che in Bahrein – spiega Binotto –. Qui le condizioni sono diverse, fa molto più freddo, le gomme si scaldano e degraderanno meno». L’intesa fra Sainz e Leclerc? «È un punto di forza. Carlos si è integrato bene con la squadra e dà una giusta spinta a Charles. Fra i due è nata una competizione continua, che giochino a padel o a scacchi. Il prossimo anno chiederemo loro di vincere». —

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