«Padova, vedo la B mancano tre tornanti dobbiamo fare 7 punti Ce li guadagneremo»

Il presidente Boscolo Meneguolo suona la carica in vista della supersfida contro il Modena: «Avverto tanta tensione»

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Meno due a Modena-Padova, nuova e fondamentale tappa nella corsa biancoscudata verso la promozione in Serie B. Sale l’attesa in tutto l’ambiente, il tifo è in fibrillazione e anche i massimi dirigenti stanno vivendo con grande trasporto questo momento. A cominciare dal presidente Daniele Boscolo Meneguolo, che nonostante la grande tensione, non ha mai fatto mancare alla squadra il suo sorriso rassicurante.


«Siamo in un periodo splendido e decisivo che tutti ci auguravamo di poter vivere insieme», suona la carica il numero uno di viale Rocco. «Vediamo la vetta, ce l’abbiamo davanti ai nostri occhi chiaramente. Abbiamo già scalato la montagna con i primi 35 tornanti, ne restano solo 3, sono i più ripidi e ostici ma siamo pronti ad affrontarli. Ho solo il grande rammarico che questa volata si debba fare senza i nostri tifosi. Spero che presto si risolva questa situazione, ma, nonostante tutto devo fare un plauso ai nostri appassionati che si stanno adoperando con grande creatività per sostenere, anche se a distanza, i ragazzi. Mi auguro sia un punto di ripartenza per il futuro».

A proposito. Dopo il via libera del Governo all’apertura dello stadio Olimpico per l’Europeo, leghe e Federazione si sono dette fiduciose per poter fare entrare qualche tifoso anche il prossimo mese in campionato. Secondo lei ci potrebbero essere novità in tal senso anche per l’ultima gara all’Euganeo contro la Sambenedettese?

«Per quella data mi sento di escluderlo. Il 2 maggio non ci saranno nuove aperture. Più avanti potrebbe essere. Noi dovremmo disputare almeno un’altra partita in casa dopo la fine del campionato (che sia di playoff o di Supercoppa) e magari i protocolli adottati per l’Europeo potrebbero essere applicati anche da noi».

Non ci saranno i tifosi, ma il proprietario arriverà? Joseph Oughourlian in questa stagione non è mai riuscito ad essere a Padova. Ce la farà per l’ultima gara?

«Stiamo lavorando in tal senso. Non è facile spostarsi dall’estero in questo momento, ma speriamo possa esserci. È molto rammaricato per la lunga assenza, avrebbe voluto partecipare anche lui a questo momento ma non ci ha mai fatto mancare il proprio supporto. Ci tiene tantissimo e le grandi risorse che ci ha messo a disposizione per svolgere al meglio il nostro lavoro ne sono la testimonianza».

Domenica a Modena sarà uno snodo cruciale. Crede sia l’ostacolo più duro dei tre che mancano?

«È l’ostacolo più difficile perché è il prossimo. La matematica dice che dobbiamo ancora fare 7 punti e bisogna guadagnarseli in campo con tenacia e coraggio».

Ronaldo ci sarà domenica?

«Sono fiducioso che possa recuperare. Ci sono dei miglioramenti ma valutiamo giorno dopo giorno. Giocherà solo se potrà dare un apporto concreto non per il nome che porta. Mi auguro che ci sia».

Qual è l’umore nello spogliatoio?

«Molto positivo. Vedo i ragazzi che si incitano, scherzano, si respira un profondo senso di amicizia tra loro. Tutti vorrebbero essere della partita domenica».

E il suo umore com’è?

«C’è tensione, non vedo l’ora che arrivi domenica. Aspiro molto a questo risultato, durante il giorno penso al Padova molto spesso».

Le polemiche arbitrali, secondo lei, hanno inquinato troppo questo finale?

«Sono dell’avviso che la maggior parte degli episodi in campo sia interpretabile, in un senso o nell’altro. Ma ciò che è successo a Trieste no, quel fallo di mano nulla ha a che fare con il calcio ed è un torto che ha lasciato il segno all’interno del nostro gruppo. Ma dipende ancora tutto da noi e sono convinto che gli arbitri faranno al meglio il proprio lavoro».

Ci sono passi avanti per quanto riguarda il progetto del nuovo centro sportivo?

«Ci sono già alcune idee dal punto di vista progettuale che mi piacciono molto. Stiamo lavorando sulla parte finanziaria. La pandemia non ci ha aiutato ad andare spediti ma penso che a breve potremmo sviscerare il progetto. Non ci siamo ancora esposti pubblicamente perché prima di farlo vorremmo avere il pacchetto chiuso per partire subito». —

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