Bellutti, tappa veneta verso il Coni «Il cambiamento inizia dalle scuole»

La candidata alla presidenza ospite del comune di padova 

PADOVA

La campagna elettorale di Antonella Bellutti, candidata alla presidenza del Coni, ha fatto tappa ieri a Padova. Una tappa, come si consegue a questo periodo, solamente virtuale, visto che l’ex olimpionica ha partecipato al convegno online “Lo sport che vorrei” organizzato dalla Commissione per le pari opportunità, le politiche di genere e i diritti civili del Comune di Padova. Perché proprio da questa commissione? La risposta è semplice. Antonella Bellutti ha davanti a sé una missione storica, dopo più di un secolo di sport ad esclusiva trazione maschile. In 107 anni ci sono stati solo presidenti del Coni uomini, e tra 800 presidenti di federazione una sola è stata una donna. «Attenzione però a non focalizzarsi solo su questo aspetto», ha ammonito l’assessore allo sport Diego Bonavina, presente al convegno. «Antonella va sostenuta non perché donna ma perché da ex atleta ha tutte le carte in regola per guidare il mondo dello sport».


Due volte campionessa olimpica nel ciclismo su pista, la Bellutti ha spiegato cosa l’ha convinta ad entrare in scena: «Il desiderio di fare qualcosa di concreto. Non volevo più stare ad aspettare un cambiamento che non arrivava mai». E in che cosa consiste questo cambiamento? Uno dei capisaldi del suo programma è rappresentato dalla scuole. «Lo sport è uno strumento di crescita essenziale, per questo deve passare dalla scuola. C’è bisogno a livello curriculare di un’attività sportiva migliore in termini sia qualitativi che quantitativi. Siamo la maglia nera d’Europa come numero di ore di eduzione fisica e infatti i nostri bambini sono i più obesi del continente. Spesso ci si definisce “eccellenza dello sport”, ma nel nostro modello tutto è affidato al caso. Se migliora la base ne trae beneficio anche il vertice visto che c’è grande difficoltà a scoprire ed intercettare talenti. Serve una nuova sinergia tra la scuola e le quasi 100 mila associazioni sportive».

Il tema che ha maggiormente afflitto il Coni recentemente è quello della governance, al punto che si è rischiato che gli atleti azzurri partecipassero senza bandiera alle prossime Olimpiadi. Una situazione risolta in extremis da un decreto del Governo Conte ma che secondo Antonella Bellutti non è ancora definita: «Manca la sinergia tra Coni, Sport e Salute e Governo. Vanno ristabilite le relazioni e le competenze». In conclusione si torna al tema dello sport femminile: «L’ultima riforma cerca di rompere il tabù che c’è sullo sport professionistico femminile, ma abbiamo visto quanto sia drammatico il vuoto normativo che ha demandato alle federazioni la facoltà di decidere se e quando aprire al professionismo. Ciò che mi dispiace è che siano stati alcuni presidenti federali ad osteggiare la riforma. E lo dico contro i miei interessi elettorali, visto che saranno i presidenti delle federazioni a votare il numero uno del Coni». Lo faranno giovedì 13 maggio. —



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