Europei, ha deciso Draghi Ok al 25 per cento di tifosi

Il presidente del Consiglio spazza via i dubbi del Cts: l’Italia col pubblico a Roma Apertura l’11 giugno all’Olimpico con 15.900 spettatori. La Serie A adesso spera

Torino

Rimandati, quasi bocciati e, ora, di nuovo dentro la lista delle dodici città sedi del primo, ed unico, Europeo di calcio itinerante. Roma salva le tre partite dell’Italia (più un quarto di finale), perché, ai calci di rigore, scende in campo Mario Draghi e la sua traiettoria è chirurgica: sì alla presenza di pubblico sulle tribune dell’Olimpico, in misura di almeno il 25 per cento rispetto alla capienza dell’impianto romano, e condizioni dettate dal governo del pallone europeo soddisfatte.


Questione di immagine, da non perdere. E, soprattutto, messaggio, forte, nella direzione di una visione politica ben precisa: il premier Draghi mette a segno un colpo concreto sulla strada delle possibili aperture, perché la decisione sull’Olimpico ne costituisce il battesimo. Il governo chiude, così, una partita che per il Comitato tecnico scientifico doveva andare ai supplementari: troppo prematuro indicare, oggi, un numero di presenze all’Olimpico, la posizione del Cts che si era dato tempo fino ai primi di maggio per disegnare un possibile scenario.



L’11 giugno, Italia-Turchia si giocherà con quindicimila e 900 spettatori, così come Italia-Svizzera (il 16) e Italia-Galles (il 20) più il quarto di finale del 3 luglio. Spettatori vaccinati o con in tasca un test rapido fatto sul piazzale dello stadio: il protocollo sulla sicurezza lo scriveranno gli scienziati governativi e sarà molto rigido.

Il resto lo farà il sistema-Olimpico, con speciali termoscanner e strumenti all’ingresso per garantire il tracciamento e la distanza tra i tifosi.



Il calcio ritrova, così, parte del suo pubblico. E lo farà a sedici mesi dall’ultima volta: le tribune si sono svuotate nel marzo di un anno fa. «Il sì alle gare dell’Europeo con una percentuale di tifosi sarà un momento simbolo della ripartenza di tutto il movimento sportivo. Dal governo arriva un segnale di speranza per far partire tutti i settori economici», così Valentina Vezzali, campionessa della scherma e sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport.



Draghi entra in campo e Roma salva il suo Europeo dopo la bocciatura dell’Uefa una settimana fa, quando non potevamo consegnare ai vertici del pallone continentale una stima sulla presenza di pubblico. La Capitale, e l’Italia, potranno dare il benvenuto all’evento in una cerimonia d’apertura, l’11 giugno, dove la bellezza del Paese sarà al centro della scena: da qui anche il valore simbolico di poter giocare la sfida, la prima del torneo, con la cornice di poco meno di sedicimila spettatori.

La macchina dell’Europeo può riprendere il suo cammino. Cammino che, adesso, suona come un assist per le società di Serie A pronte a sfruttarne la scia. La notizia della scelta di Draghi non fa in tempo ad essere resa nota che arriva la richiesta dei club. «Ci aspettiamo – dice il presidente della Lega Calcio, Dal Pino – che già nelle prossime partite si possa tornare ad ospitare perlomeno 1000 spettatori. E, monitorando l’andamento della pandemia, sono certo che per gli ultimi turni di campionato la Serie A possa avere percentuali di apertura identiche a quelle garantite per gli Europei». Questa è un’altra partita. —



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