«Non importa chi va in campo Oggi siamo tutti la squadra»

Mandorlini tiene i suoi giocatori concentrati: battere il Gubbio vale tantissimo Assenti i registi, centrocampo da rivoluzionare e molti dubbi in attacco

Stefano Volpe / PADOVA

Eccolo il rettilineo finale, l’ultimo chilometro di una lunga maratona.


Il Padova ci arriva davanti a tutte le concorrenti, ha tenuto per l'intera corsa un passo superiore e adesso deve dare il massimo anche nello sprint conclusivo. Quando il cuore inizia a battere più forte.

Quattro partite alla fine, dodici punti in palio, due di vantaggio da difendere con i denti. Il Padova scende in campo questo pomeriggio all’Euganeo contro il Gubbio per vendicare lo scippo di Trieste, costato una sconfitta amarissima, sia perché arrivata con un gol irregolare, sia perché ha visto avvicinarsi le inseguitrici. Per la prima volta in stagione i biancoscudati dovranno fare i conti con un centrocampo totalmente rivoluzionato. Non ci saranno gli squalificati Hallfredsson e Della Latta e a scanso di miracoli non ci sarà nemmeno Ronaldo. Il capitano non si è mai allenato a pieno regime per tutta la settimana, sta cercando di recuperare il prima possibile e anche stamattina proverà a forzare. Ma è già tanto che si possa accomodare in panchina.

Il reparto è da rifare, al fianco di Saber sarà rilanciato Matteo Mandorlini che non gioca dal primo minuto da novembre. L’ultima maglia dovrebbe essere di Firenze, anche se non è da escludere l’esordio del giovane Vasic o lo spostamento di Germano in mediana.

Mister Mandorlini tiene le carte molto coperte e considerata l’importanza della partita, ieri sera ha convocato tutti per il ritiro. Compresi squalificati e infortunati: «Un modo per stare insieme e spingere tutti quanti la squadra verso la vittoria. Non importa chi giocherà, in questo momento c’è bisogno soltanto di spirito di sacrificio e di aiuto reciproco. Manca l’ultimo sforzo e dipende tutto da noi».

La rabbia per l’episodio di Trieste va messa alle spalle, anche se il tecnico fatica ancora a digerirla: «Senza quel gol di mano non avremmo mai perso. È dura da mandare giù ma dobbiamo guardare avanti e mi auguro che i veleni siano stati smaltiti. Nel primo tempo al Rocco siamo stati poco brillanti dal punto di vista tecnico, ma il carattere non è mai mancato. Altrimenti non saremmo in testa. Siamo partiti con l’obiettivo di vincere, abbiamo disputato grandi partite e ogni tanto siamo stati opachi. Ma di una cosa sono certo: daremo fino all’ultima goccia di sudore per tagliare il traguardo davanti a tutti».

Mandorlini non guarda le rivali e cerca di godersi il momento, ripensando a una stagione compressa e abbastanza estenuante: «Quando siamo partiti lo scorso agosto avremmo firmato per essere in testa con due punti di vantaggio a quattro giornate dalla fine. E questo ci deve dare ancora più carica per le prossime gare. Siamo in vetta al girone più equilibrato e difficile dei tre di Serie C e ci siamo meritatamente. Ora vediamo di portare a casa più punti possibili».

In difesa dovrebbe rientrare Pelagatti che ha scontato il turno di squalifica mentre ci sono molti dubbi in attacco. Bifulco, che a Trieste ha riassaggiato il campo, può tornare dal primo minuto sulla sinistra. Nicastro è convocato ma andrà in panchina, ballottaggio tra Biasci e Paponi per il ruolo di centravanti. —

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