Padova, manca mezzo centrocampo: Vasic la carta a sorpresa

Stefano Volpe / PADOVA

E se Mandorlini, domani, tirasse fuori il coniglio dal cilindro e lanciasse a sorpresa il giovane Aljosa Vasic?


Per la gara contro il Gubbio, da vincere a tutti i costi per respingere gli assalti delle inseguitrici, il Padova si ritrova in piena emergenza a centrocampo. Hallfredsson e Della Latta sono squalificati, mentre Ronaldo è alle prese con un infortunio dal quale difficilmente guarirà prima della prossima settimana. Il brasiliano sta stringendo i denti, si è sottoposto anche ad alcune visite specialistiche ma il quadricipite della gamba destra gli fa male e continua ad allenarsi a parte. Oggi proverà nuovamente a testare le sue condizioni nella seduta di rifinitura ma nella migliore delle ipotesi potrebbe essere convocato per sistemarsi in panchina ed entrare in campo soltanto in caso di necessità.

Con ogni probabilità, quindi, il Padova dovrà fare a meno del suo capitano per la seconda partita consecutiva e così il tecnico studia le alternative. Tra queste c’è anche Vasic, prodotto delle giovanili, che da inizio stagione si allena sempre con la prima squadra ed è già sceso in campo in cinque occasioni anche se soltanto per qualche spezzone. Che sia arrivata l’ora di vederlo dal primo minuto?

Il ragazzo è pronto e l’unico aspetto che potrebbe frenare lo staff tecnico è la delicatezza dell’incontro. Ma nonostante i 18 anni Vasic sembra avere la testa sulle spalle, si è fatto ben volere dal gruppo che ne apprezza spirito e impegno.

Nato a Camposampiero da genitori bosniaci, vive a San Giorgio delle Pertiche ed è reduce da nove anni nel settore giovanile del Padova, dove è entrato quando frequentava la quarta elementare. L’esplosione è arrivata la scorsa stagione, nella Berretti, sotto la guida di mister Grandini, che ne tesse le lodi: «L’abbiamo avuto soltanto nella prima parte di stagione, poi, come è giusto che sia, la prima squadra si è accorta delle sue potenzialità e si è aggregato con i grandi», spiega il tecnico. «Quando è arrivato alla Berretti non aveva un ruolo definito, aveva giocato molto da esterno o centravanti. A noi, tuttavia, piaceva come si muoveva in mezzo al campo e l’abbiamo impiegato da mazzala dove poi si è imposto».

Quali sono le sue doti migliori? «Mi ha stupito la sua capacità di inserimento. È bravissimo a sfruttare gli spazi e ha senso del gol grazie alle stagioni giocate da attaccante. Ha buona tecnica e non si tira indietro se c’è da recuperare palla. La scorsa stagione era ancora gracile, poi ha completato la crescita e la maturazione fisica gli ha permesso di stare al passo con i professionisti».

Secondo lei è pronto per la Serie C? «Mi auguro possa esordire perché sarebbe un successo per il vivaio. Ormai è con la prima squadra da un anno e mezzo, Mandorlini lo conosce bene». —

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