Incredibile! La Triestina difende il gol di mano Padova, il presidente: «Questa città è unita»

Boscolo Meneguolo non entra nella polemica: «Chiediamo solo rispetto e attenzione in questo finale di campionato»

Stefano Volpe / PADOVA

Magari gli è rimasta ancora sullo stomaco quella serata di quasi 11 anni fa, quando il Padova di Sabatini, contro tutti i pronostici, espugnò 3-0 lo stadio Rocco guadagnando una salvezza sofferta ai playout di Serie B e spedendo la Triestina all’inferno. Anche perché altrimenti si fa fatica a spiegare quello che sta succedendo dopo la sconfitta del Padova di sabato scorso a Trieste.


Una sconfitta per 1-0 maturata a causa di un gol segnato con la mano dal centravanti Guido Gomez. Una rete irregolare non vista dal direttore di gara, che ha commesso un errore pesante ma non è stato aiutato nemmeno dai giocatori di casa, i quali hanno fatto di tutto per nascondere l’imbroglio. E va beh, fin qui nulla di nuovo. Il calcio non è mai stato uno sport particolarmente signorile, al punto che fanno notizia gli episodi di fair play che in altre realtà sarebbero catalogati come normali.

Quello che stupisce è la reazione della Triestina al misfatto. La società alabardata, infatti, due giorni dopo la vittoria contro il Padova ha diffuso un comunicato per lamentarsi di un presunto attacco mediatico nei propri confronti: «Il fischio finale della partita di sabato contro il Padova ha dato il via a una sorta di tiro al bersaglio che la Triestina non accetta e non può tollerare»; si legge. «Senza voler ricordare e menzionare i tanti episodi platealmente contrari nel corso dell'attuale stagione agonistica, il clamoroso polverone alzatosi dalla tarda serata di sabato ha messo totalmente in secondo piano l'evidenza di aver concesso all'attuale capolista un tiro e mezzo in porta nell'arco di 180'. Un attacco diretto e reiterato nel quale non viene minimamente fatta menzione di una rete probabilmente regolare annullata a Capela sullo 0-0. Restiamo alquanto sorpresi di tanta risonanza, pensando anche a quanto rapidamente ci si è dimenticati di come è stata negata la promozione in Serie B nella finale playoff 2018-2019».

Da qui parte una serie di recriminazioni sulla sfida di due anni fa, prima di concludere che: «Il risultato del campo fu accettato dalla nostra società, senza portare avanti per giorni una polemica. Perché di questo non si è parlato per giorni con frequenza da trend topic? Perché la stessa cosa non è avvenuta in occasione dei molteplici plateali episodi vissuti in quella finale del giugno 2019?».

Il Padova è rimasto sorpreso da questa presa di posizione, soprattutto per i rapporti cordiali che ultimamente legano le due società. I biancoscudati non hanno voluto rispondere, ma il presidente Daniele Boscolo Meneguolo ha espresso ufficialmente la posizione del club: «In coda ad una serie di episodi sui quali per scelta non siamo voluti intervenire pubblicamente, dopo il gol segnato sabato con la mano da un giocatore avversario ci sentiamo in dovere di chiedere maggior rispetto e attenzione in questa fase cruciale del campionato», le parole del numero uno. «Nel calcio l’errore è parte del gioco e per questo abbiamo evitato di protestare a mezzo stampa nelle molte occasioni in cui ne avremmo avuto diritto. Ma a quattro giornate dalla fine un episodio come quello accaduto al Rocco rischia di penalizzare fortemente una città intera che trepida per una squadra che sta lottando per il suo obiettivo. L’amarezza per il match del Rocco dovrà essere trasformata in rabbia e concentrazione. Trieste è alle spalle e ai fini della classifica l’unica cosa che conta è pensare alla partita di domenica. Ci è stato di conforto il comportamento della nostra tifoseria che si è dimostrata vicina alla squadra nonostante la sconfitta e fiduciosa nell’operato della società. Un ambiente unito è benzina preziosa per continuare la nostra corsa». —

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