Crisi Juve, futuro da decifrare Pirlo a un bivio contro il Napoli

Il recupero di domani è uno spareggio Champions che vale decine di milioni Sono 13 i punti in meno rispetto all’anno scorso quando c’era Sarri in panchina

torino

Da sfida scudetto a spareggio Champions il passo non è stato breve, sono trascorsi “appena” 6 mesi dalla partita fantasma del 4 ottobre, ma ora Juve-Napoli rischia di assumere velocemente i contorni dello psicodramma. Chi sbaglia paga, e pure a caro prezzo, perché domani allo Stadium va in scena una partita che vale almeno 50 milioni di euro oltre ai classici discorsi dell’orgoglio e della rivalità.


Restare fuori dalle prime quattro posizioni è un rischio che il Napoli ha preso in considerazione da tempo, non a caso De Laurentiis non rinnoverà il contratto a Gattuso e prenderà un nuovo allenatore (Italiano o Juric) per avviare un nuovo ciclo, mentre l’ipotesi di non qualificarsi in Champions non veniva neanche lontanamente immaginata nella Juve qualche settimana fa. Il clamoroso crollo in classifica dei bianconeri, ora quarti a parimerito con gli azzurri a -12 dall’Inter capolista, e le mille difficoltà del progetto Pirlo (ko agli ottavi contro il Porto e con 13 punti in meno della squadra di Sarri) hanno invece cambiato le prospettive.

Dopo la sconfitta con il Benevento il club ha ribadito la propria fiducia, ma il pareggio nel derby e i problemi sempre più evidenti nel gioco e nella gestione dello spogliatoio (compresa la famosa cena proibita: Dybala, Arthur e McKennie ora sono stati reintegrati) aprono riflessioni a più livelli. Non è mai un buon segnale quando ogni partita si trasforma in una verifica o in un bivio e così si rincorrono le indiscrezioni di un possibile cambio di panchina in caso di sconfitta contro il Napoli. L’alternativa sarebbe già pronta in casa, con Igor Tudor pronto a vestire i panni del traghettatore, ma Pirlo è stato scelto da Andrea Agnelli e solo in caso di crisi irreversibile ci saranno decisioni drastiche.

Il rischio di dover rinunciare a 83 milioni di euro – questo è l’incasso Champions della Juve nel 2020/21 – in un bilancio già devastato dal Covid (l’ultima semestrale si è chiusa con 113 milioni di passivo) fa risuonare l’allarme rosso alla Continassa.

Per questo Pirlo è il primo a essere sotto esame e l’assenza del presidente nel derby non aiuta a restare sereni, così come le voci di un ritorno di Allegri (che proprio sabato ha incontrato Agnelli a Forte dei Marmi per gli auguri di Pasqua), mentre il ds Paratici ha il contratto in scadenza.

Il futuro è in bilico per tanti, compresi i giocatori che rischiano il taglio a giugno: da Rabiot a Ramsey, passando per Morata e la vecchia guardia Buffon-Chiellini, tira aria di rivoluzione. Le spine non mancano nella Juve di Pirlo e tra queste ci sono due attaccanti simbolo: Dybala e Ronaldo. La Joya è il giocatore che è più mancato all’allenatore causa infortuni (il braccio di ferro per il rinnovo si è trasformato in un durissimo muro contro muro), mentre CR7 garantisce quantità di gol (31 totali e 24 sui 56 complessivi in campionato sono suoi), ma non nasconde l’insoddisfazione per una stagione da dimenticare. La strada si fa sempre più in salita. —



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