Calcio, Cittadella in zona rossa: anche il Pescara passa al Tombolato

Serie B, la squadra di Venturato castigata nel recupero da Odgaard: un punto in tre partite, perso il contatto con le prime in classifica

CITTADELLA. Il Cittadella è stanco ed ha smarrito la verve e il bel gioco che gli appartenevano di diritto come un marchio di fabbrica. E' caduto ancora contro il Pescara – che all'andata gli aveva rifilato una tripletta – con un'altra prestazione da lasciare perplessi, dopo quella sconcertante, sempre al Tombolato, contro la Reggiana. Di fronte a chi lotta per salvarsi i granata vanno in crisi, subiscono gol evitabilissimi e soprattutto dimostrano limiti vistosi negli ultimi 20 metri, nonostante continuino a restare la terza forza offensiva del campionato. Grassadonia – terzo allenatore a sedersi sulla panchina abruzzese – gongola: in tre giornate ha centrato due pareggi e un successo, pur avendo l'attacco più sterile (appena 20 reti).

Ma a preoccupare è il calo di Iori & C., incappati nell'ottava sconfitta (e nessuna delle prime 8 ha perso così tanto) e scalati dal quinto al sesto posto. Probabilmente gli effetti del Covid di fine 2020 si stanno ancora facendo sentire, ma è soprattutto l'intercambiabilità dei giocatori, quel mettere in campo formazioni sempre diverse sperando in rendimenti costanti ad alto livello, che non paga più come prima. E adesso bisogna guardarsi alle spalle, perché il Pisa, nono, è distante solo 4 lunghezze. 

Venturato – ma non è più una novità – ne cambia 8 rispetto a Monza, portiere compreso, confermando solo Proia, Branca ed Ogunseye. Dovendo fare la partita, tuttavia, il Citta incontra grosse difficoltà, create da un avversario che si difende con tutti gli effettivi nella propria metà campo e che schiera ben 5 giocatori nel settore centrale, conferendo densità ad una doppia linea di sbarramento. Non che l'undici di Grassadonia – subentrato a Breda, che a sua volta aveva rilevato Oddo – dimostri qualità eccelse, tuttavia la sua organizzazione è sufficiente a ridurre al minimo i pericoli per la porta di Fiorillo.

Così sul taccuino finisce poco, come le proteste (neppure eccessive) dei padovani per una spallata di Guth a D'Urso appena fuori dell'area piccola, su cui Giua non si scompone, oppure il doppio colpo di testa di Ogunseye che non centra il bersaglio, una girata secca dello stesso attaccante respinta dal numero 1 e una conclusione di Tavernelli che costringe l'estremo difensore ad un intervento in due tempi. Dall'altra parte, da segnalare una punizione di Maistro alta sulla traversa e una pericolosa inzuccata di Dessena che manda la sfera sull'esterno della rete. Troppo poco, davvero, per emozionarsi in una gara che non decolla. 

Nella ripresa la partita diventa ancora più brutta, vuoi perché gli uomini di Venturato continuano a sbattere sul muro biancoazzurro, vuoi perché con il passare dei minuti gli ospiti salgono di ritmo e corrono di più. Davanti è il... deserto, sebbene il tecnico provi ad inserire Beretta prima e Rosafio nei minuti finali. Quando si pensa al secondo 0 a 0 di fila, ecco invece maturare la beffa: il danese Odgaard, che si era visto annullare al 42' un gol molto dubbio per un presunto fallo su Donnarumma nel deviare un bel cross dell'ottimo Masciangelo, stacca imperiosamente sotto porta, sovrastando Camigliano, e incornando alle spalle di Kastrati il pallone della vittoria, servitogli da Scognamiglio. Tra i due episodi, l'unico acuto granata, con un bel sinistro di Rosafio neutralizzato in tuffo da Fiorillo.

Domenica si va ad Empoli, sul campo della capolista. Caro Citta, se vuoi i playoff ora devi vendere cara la pelle.

Vellutata di asparagi al latte di cocco

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi