Fila sconfitta, Abignente non ci sta «Le ragazze non si allenano bene»

San Martino di Lupari

La sconfitta casalinga patita sabato contro Ragusa ha suscitato le ire di Larry Abignente, coach del Fila San Martino e che ora chiede alle sue ragazze di tirare fuori gli artigli.


Non è infatti bastato un buon primo tempo per avere la meglio della terza forza del campionato, le siciliane sono uscite alla distanza grazie alla loro soverchiante fisicità.

Ora, in vista dello scontro con Broni di domenica prossima, serve ritrovare consapevolezza: «Il piano partita era buono» sono le parole di coach Abignente «In questo momento però la squadra non è in fiducia, non siamo stati in grado di salire di livello al pari dell'avversario. Questo momento è figlio di quanto accade in settimana, con allenamenti scarni dal punto di vista della qualità».

E aggiunge: «La colpa è nostra, non ricordo una squadra così arrendevole in otto anni di mia gestione, tutto ciò non mi sta bene e bisogna cambiare registro in fretta. Io mi prendo le mie responsabilità, come è giusto che sia, ma mi viene da dire che soprattutto le giocatrici debbano sterzare in maniera decisa: siamo dei professionisti e io non sto al gioco al massacro.»

Il tecnico giallonero fissa poi il prossimo obiettivo: «Ora come ora dobbiamo ritrovare il giusto atteggiamento, così facendo potremo riuscire a dar fastidio anche in chiave playoff, togliendoci delle soddisfazioni».

Quindi Larry Abignente spiega il suo principale timore del momento: «Se invece dovessimo andare avanti così tireremmo solo a campare e sinceramente la mediocrità mi disgusta, non la accetterò mai. Dobbiamo renderci conto che siamo dei privilegiati, perchè ci troviamo in un momento storico terrificante in cui le persone perdono il lavoro, mentre noi abbiamo la possibilità di continuare a fare ciò per cui siamo pagati. Tornerò in palestra con la massima professionalità e cercherò di far allenare un gruppo che al momento fa fatica: questo è un lavoro che richiede impegno e sacrificio, se qualcuno non lo vuole fare, che stia a casa o vada a giocare in A2.» —



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