Cittadella, il Ghiri guarito dal virus «Brutto guardare le partite in tv»

Diego Zilio / CITTADELLA

Il “Ghiri” è tornato. Finalmente, vien voglia di dire, considerando che la sua assenza causa Covid, unita a quella del collega di ruolo Cassandro, ha costretto lo staff tecnico del Cittadella a inventarsi soluzioni di ripiego per quattro partite di fila, in cui, a fare il terzino destro, si sono adattati alla meglio Perticone e Vita.


Con la Reggiana la prima convocazione post virus per Luca Ghiringhelli, che subito è stato mandato in campo. «E io fremevo per esserci. Già nella scorsa stagione siamo stati fermi a lungo e adesso mi sono ritrovato fuori proprio quando eravamo entrati nel vivo del campionato».

Come ha trascorso la quarantena?

«A parte un paio di giorni di debolezza e malessere, senza febbre, per il resto sono sempre stato bene. Ma dover restare tappato in casa mi faceva sentire penalizzato. Sono rimasto chiuso in camera per tutto il periodo. Per fortuna mia moglie era negativa: è stata lei a doversi sacrificare dormendo sul divano, però, almeno, riusciva a muoversi. La parte più difficile era fare lo spettatore nei giorni delle partite».

Sarà stato a lungo attaccato al telefono…

«La chat della squadra esiste da sempre, ma nell’ultimo periodo è stata molto più utilizzata. D’altronde mancavamo in diversi e per noi non c’erano alternative. L’in bocca al lupo prima delle gare era obbligatorio e ci sentivamo subito dopo, con qualcuno anche in videochiamata. Era un modo per continuare a sentirsi parte del gruppo».

Ha dato qualche dritta a Vita e Perticone, che si sono alternati al suo posto?

«Consigli no, perché comunque sta ai tecnici dare indicazioni. Mi limitavo all’incoraggiamento. E comunque i risultati hanno parlato per loro: anche chi è stato impiegato fuori ruolo si è comportato benissimo, segno della forza del nostro gruppo».

Impressioni sul ritorno in campo, sabato a Reggio Emilia?

«Il rientro è stato emozionante, avevo proprio voglia di rivivere le tensioni che ti dà una gara. La prima mezzora è stata la più difficile, perché dopo 20 giorni chiuso in casa è stato complicato ritrovare il ritmo, col passare dei minuti è andata meglio».

Al Mapei Stadium l’abbiamo vista uscire anzitempo.

«Ho avvertito fastidio alla caviglia, devo aver appoggiato male il piede. Ora va già meglio, credo che potrò riprendere senza troppi problemi ed essere a disposizione per la partita con l’Ascoli di sabato (alla quale mancherà Adorni, squalificato ieri per un turno dal giudice sportivo, ndr)».

Ma lei si aspettava di ritrovare il Citta così in alto, nonostante abbia dovuto rinunciare a 9 calciatori positivi?

«Questa è una squadra solida e l’ossatura è rimasta quella dell’anno scorso, ma in attacco siamo cambiati molto. Per cui sì, ho sempre pensato che potessimo comportarci bene e giocarcela con tutti, ma neanch’io credevo che potessimo salire fino al terzo posto e potenzialmente fino al secondo, visto che ci manca una partita da recuperare. Ora non resta che continuare così».

A proposito, il recupero in casa del Chievo è stato fissato per mercoledì 27 gennaio alle ore 19. —

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