Bortolotto, il bomber dell’Albignasego con una laurea

Nella sua carriera ha giocato  in serie C con la Tritium prima di scegliere le padovane Abano Castelbaldo e Albignasego «Ora potrei anche smettere» 

Nadir Salviato / ALBIGNASEGO

Una laurea in Statistica prima di ogni cosa, poi una Serie D vinta con il Varese, una doppia promozione dalla D alla vecchia C1 con la Tritium di Trezzo sull'Adda, i playoff di Eccellenza vinti con l'Abano e il trionfo in Promozione con il Castelbaldo Masi.


Una carriera fatta di tanti gol e soddisfazioni quella di Enrico Bortolotto, 39 anni, oggi attaccante del suo Albignasego: «A dire il vero nel mio percorso calcistico, sono partito tardi perché prima ho voluto prendere una Laurea. Quando avevo 17-18 anni e giocavo ad Abano, avevo già delle richieste dalla Serie C, ma ho fatto una scelta di vita e ho preferito gli studi. La svolta è arrivata con Felice Centofanti (ex giocatore del Padova), che è venuto ad allenare ad Abano e nello stesso anno (2004) è diventato direttore sportivo dell'Ancona. Lui sapeva della mia storia e così dopo la laurea mi ha portato a giocare ad Ancona. Da lì è partito tutto anche se molti compagni mi hanno detto che se fossi andato via prima da Abano, probabilmente avrei avuto una carriera migliore».

Ancona, Varese ma le soddisfazioni principali tutte con la Tritium: «La mia più grande soddisfazione calcistica l'ho vissuta con la Tritium ma non riguarda le due promozioni, bensì la salvezza in C1 nell'ultimo anno in cui ho giocato lì (2013). La società non navigava in buone acque, la squadra era giovanissima, e io insieme ad altri 2-3 senatori avevo deciso di rimanere ad aiutare la società. Ci siamo salvati in uno spareggio fantastico con il Portogruaro, con loro che avevano fatto 17-18 punti più di noi in stagione regolare. Siamo andati a vincere in trasferta ed è stata un'emozione indimenticabile, più dei campionati vinti».

Sempre con la Tritium, il gol più bello: «In una semifinale di Coppa di Serie C contro il Piacenza, il gol più importante. In casa al Brianteo di Monza, ho segnato al 90' e abbiamo passato il turno contro una nobile decaduta come il Piacenza». Dopo il fallimento della Tritium (2013), tanta Serie D, e una terza serie scavalcata da una scelta affettiva:«In quell'anno avevo ricevuto offerte da squadre di Serie C del sud, ma essendo fidanzato con una ragazza di Varese che poi è diventata mia moglie, non me la sono sentita. Forse avrei dovuto aspettare qualche offerta da squadre più vicine geograficamente, ma è andata così. Piano piano poi ho scelto di tornare a giocare vicino casa. Facendo un bilancio, tra fortune e sfortune, forse ho fatto la carriera che dovevo fare. Quando smetterò mi piacerebbe fare il direttore sportivo».

Infine, un pensiero sul periodo che stiamo vivendo: «Senza tutto questo, probabilmente sarebbe stato il mio ultimo anno. Vorrei terminare con una stagione piena, ma vedrò a fine stagione. L'idea è quella di finire questo campionato, poi ci penserò». —

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