Serve un Citta garibaldino contro la corazzata «L’Empoli è primo? Ci proveremo lo stesso»

Venturato sostiene Maniero dopo gli errori di Pescara e si prepara a mischiare le carte: «Arrivano 8 partite in 30 giorni» 

Diego Zilio / CITTADELLA

Una vuole rialzarsi, l’altra allungare. Di sicuro Cittadella-Empoli è una sfida che promette molto, perché si affrontano due formazioni che sanno giocare a calcio, anche se Roberto Venturato si affretta a puntualizzare che non va vista come uno scontro diretto: «I nostri obiettivi sono leggermente diversi. Loro già dall’anno scorso puntano a tornare in A e ora sono primi in classifica. Troveremo una squadra che ha grandi qualità e che ha mantenuto la stessa intelaiatura della passata stagione, cambiando allenatore e sistema di gioco. Sarà un test importante. Non avremo l’obbligo di vincere, ma quello di provarci sì».


Adotterete qualche accorgimento particolare per arginare la coppia La Mantia-Mancuso? «Noi cerchiamo sempre di attaccare e difendere in dieci e di tenere un certo tipo di atteggiamento nella fase di non possesso, ma allo stesso tempo lavoriamo per saper “leggere” gli avversari. Poi, certo, succede di sbagliare certe letture, come è accaduto a Pescara». Nel mirino è finito Maniero. «Le critiche fanno parte del gioco, bisogna saperle accettare. A Pescara abbiamo sbagliato completamente un tempo e sicuramente non abbiamo perso solo per colpa sua. Lui sa di aver commesso degli errori, ma ha qualità importanti sia dal punto di vista tecnico che dei valori umani. Ora deve mettersi nella condizione di reagire e di trovare quella continuità di rendimento che non poteva avere gli anni scorsi. Ma ho massima fiducia in lui come in Kastrati».

Non ha convocato Camigliano e Bassano, oltre ai due positivi al Covid. In compenso potremo rivedere Tsadjout: con Ogunseye e Cissé si giocano due maglie. «Per Grillo e Plechero aspettiamo l’esito del tampone molecolare. Per il resto sono tutti a disposizione, compresi lui e Tavernelli. Le scelte le farò all’ultimo, davanti ho qualche dubbio». E in regia, tornerà ad affidarsi a Pavan o toccherà ancora a Iori? «A Pescara Pavan aveva qualche problemino fisico e non ho voluto rischiarlo, ma tenete presente che in questo campionato per forza di cose non ci saranno gerarchie: a cavallo di dicembre dovremo disputare 8 partite in 30 giorni, diventerà fondamentale gestire le energie. E serve pure un po’ di fattore C, sperando che il Covid non ci tolga uomini».

Inevitabile una battuta sul 3-0 a tavolino tra Salernitana e Reggiana. È un campionato falsato? «Valutate le condizioni straordinarie che stiamo vivendo, per evitare qualsiasi tipo di polemica si sarebbe dovuto andare oltre al regolamento: resto dell’idea che si dovesse giocare in un altro momento, affidando il verdetto al campo. Ricordo ancora che due anni fa, quando abbiamo giocato la finale col Verona, abbiamo affrontato una squadra che, se non le avessero dato i tre punti a tavolino a Cosenza, non avrebbe nemmeno raggiunto i playoff. Ora, se ci sono problemi oggettivi come quello della Reggiana, serve applicare il buonsenso». —

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