Maniero, la voglia matta di riscattarsi con l’Empoli «Attenti a tutti i dettagli»

Il portiere del Citta non ha ancora dimenticato la sconfitta di Pescara «Siamo un gruppo coeso, difficile da trovare in giro. Ci rifaremo»  

Diego Zilio / CITTADELLA

C’è l’autocritica, certo. Ma, ancora più forte, c’è la voglia di riscattarsi. Per la prima volta da quando è stato promosso titolare alla guardia della porta del Cittadella, raccogliendo la scomoda eredità di Paleari, Luca Maniero ha dovuto far fronte alle critiche. Le responsabilità erano infatti evidenti su almeno due dei tre gol incassati a Pescara. Il venticinquenne estremo difensore di Albignasego non si è però perso d’animo. «In questi giorni stiamo lavorando parecchio e bene. Abbiamo approfittato della pausa di campionato per rimettere a posto le cose che non sono andate, analizzando gli episodi. Sappiamo tutti che una giornata storta può capitare, l’importante è trarne una lezione per fare in modo di non ripetere certe distrazioni. Io per primo avrei potuto comportarmi sicuramente meglio».


Diciamo che ci ha messo del suo.

«Capisco che dall’esterno possano essere sembrati errori banali, ma ci sono momenti in cui una lettura sbagliata, basata su una questione di attimi, può costare molto, specie in un ruolo come il mio».

E la difesa sin lì meno battuta si è fatta infilare ingenuamente due volte su lanci dalle retrovie. Non proprio un bel biglietto da visita in attesa della capolista Empoli, ospite domani pomeriggio al Tombolato.

«Se manchiamo nelle marcature preventive basta un lancio lungo per prenderti alla scoperta, anche perché la nostra difesa tende sempre ad aggredire rimanendo molto alta. Noi abbiamo meccanismi di squadra su cui lavoriamo molto, che partono dal pressing degli attaccanti: se qualcuno non fa la sua parte, poi succede quello che è accaduto a Pescara. Quella sconfitta ci mostra come basti poco per rovinare quanto di buono stai facendo. Ma io sono convinto che faremo una grande partita e che ci riprenderemo».

Come si batte quest’Empoli che sta viaggiando a una velocità maggiore persino di quella del Benevento dei record dell’anno scorso?

«In questi ultimi giorni stiamo lavorando sulla tattica e lo studieremo ancora meglio nelle prossime ore. È una squadra ricca di giocatori che sono stati in Serie A, e si vede. Ma, anche contro gli uomini di Dionisi, varrà quello che vale sempre: l’attenzione ai dettagli e scendere in campo con l’atteggiamento giusto».

Di buono ci sono i rientri di Tsadjout, che potrebbe tornare ad affiancare Ogunseye, Tavernelli e Camigliano.

«Certo. Gli infortuni fanno parte del gioco ed è importante averli recuperati. Ma ancora più importante dei singoli, e parlo a ragion veduta dopo l’esperienza maturata negli anni in cui giocavo meno, è che vedo un gruppo coeso come raramente se ne trovano in giro. E questo ha un peso fondamentale per far fronte alle eventuali assenze».

Fra i presenti c’è Kastrati. Com’è il rapporto fra voi?

«Senza dubbio positivo, Elhan è un ragazzo che lavora molto. Poi devo dire che Pierobon, il nostro preparatore, è molto bravo nel creare l’armonia tra i portieri. Alla fine vale quello che contava già con Paleari: cerchiamo di dare il massimo per stimolarci a vicenda, la competizione è solo utile».

Una competizione che evitereste volentieri, invece, è quella con il Covid, in particolare dopo le positività di Plechero e Grillo.

«Quanto è successo un po’ ci ha toccato. La società, però, ci ha messo nelle migliori condizioni anche sul piano della sicurezza. E poi, ripensare a come abbiamo trascorso i due mesi di lockdown è già di per sé un monito a stare attenti e a non correre rischi». —

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