Finali di Nations League Così Milano e Torino si preparano all’evento



Un piccolo Europeo, tre mesi dopo il sipario su quello globale e itinerante. Un piccolo Europeo nobile, forse il più nobile, perché per la Final Four di Nations League in agenda a Torino e Milano dal 6 al 10 ottobre 2021 si sono qualificati i campioni del mondo della Francia, la nazione numero uno nel ranking Fifa (il Belgio) e, oltre agli azzurri, una Spagna ricca di talento e pronta a stupire come accaduto nel magico 2008/2012 (ne sa qualcosa la Germania colpita per sei volte). Il piccolo Europeo gira attorno a grandi numeri e suggestioni: dal ‘90, giorni delle notti magiche di Totò Schillaci, quello di ottobre 2021 sarà il primo evento organizzato dal nostro paese visto che l’Europeo Under 21 di un anno fa lo dividemmo a metà con San Marino.




In 11 capitoli di un dossier giudicato a cinque stelle dall’Uefa c’è racchiuso un mondo: 150 doveva essere, in chilometri, la distanza massima entro la quale far disputare semifinali e finali e la Figc ha indicato la sua MiTo. Il 3 dicembre il governo del pallone continentale sorteggerà gli accoppiamenti e sceglierà, tra San Siro e l’Allianz Stadium, lo stadio dell’atto finale. Avranno due partite a testa e se dovesse prevalere l’interesse da botteghino, la finalissima prenderebbe la strada che porta all’impianto milanese. L’organizzazione del piccolo Europeo è stata delineata in ogni dettaglio. A Torino ci si allenerà a Vinovo, alla Continassa e al Grande Torino, ma non è esclusa la possibilità per una delle due nazionali che giocheranno la semifinale sotto la Mole di provare gli schemi della vigilia al Filadelfia. Il Fila e il pallone è, da sempre, un rapporto romantico (nel dicembre del ‘31 Italia-Ungheria fu l’ultima gara internazionale giocata nello stadio degli Invincibili) e ancor più lo diventerebbe se una rappresentativa di un altro Paese tornasse a varcarne i cancelli: tre anni fa toccò agli azzurri di Ventura, ora potrebbe toccare a Francia, Belgio o Spagna. Al Fila, in quei giorni, lavoreranno i granata e i campi sono due, ma da parte del club non c’è preclusione a trovare un modo per l’eventuale coesistenza.

In Portogallo, tra Porto e Guimaraes, sedi della prima Final Four, fu un successo di interesse e pubblico sebbene le 4 squadre arrivate fin là avessero nobiltà inferiore (Portogallo, Inghilterra, Olanda e Svizzera). A Torino e Milano ci sono due freschi precedenti che, in proiezione, fanno girare le cifre: a Torino fu di 17,5 milioni di euro l’indotto per la finale di Europa League fra Benfica e Siviglia, a Milano di 25 milioni per la finalissima di Champions tra Real ed Atletico Madrid. Un sospiro di sollievo l’organizzazione l’ha tirato leggendo i nomi delle qualificate: il pericolo hooligans e dintorni appare scongiurato in partenza vista la natura pacifica dei belgi, degli spagnoli e dei francesi. —



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