Matteo, ecco il figlio di mister Mandorlini «Papà quando ti parla, vuoi solo seguirlo»

Stefano Volpe / PADOVA

Era destino che prima o poi le carriere di padre e figlio si unissero. Quando Matteo nasceva papà Andrea stava vincendo lo scudetto dei record con l’Inter. L’anno in cui il figlio Matteo esordiva in Serie A, Andrea si apprestava a sedere per la prima volta sulla panchina del Padova. Ora che Matteo ha timbrato le 100 presenze con la maglia biancoscudata l’allenatore è proprio papà. Che effetto fa?


« Bello e strano allo stesso tempo», sorride Matteo Mandorlini. «Mi ritengo molto fortunato a vivere un’esperienza che capita a pochi. Però, anche se non sembra, è difficile da gestire. Io cerco di vederlo solo come l’allenatore e lui di valutarmi con un giocatore. Poi è normale che ci si scontri, lui pretende da me sempre qualcosa in più e io reagisco in modo diverso visto che è mio padre e lo conosco. È una situazione particolare ma la stiamo vivendo bene perché siamo parte di un gruppo intelligente».

L’aspetto più delicato è proprio questo: come la trattano i suoi compagni?

«La mia fortuna è che sono qui da tanti anni e i compagni hanno imparato a conoscermi. Sanno che persona sono e il fatto che ci sia mio padre non cambia niente nel nostro rapporto. Per loro sono un compagno come gli altri perché, ripeto, è un gruppo sano».

E nel rapporto con papà cosa è cambiato?

«Io mi comporto come sempre, penso solo ad allenarmi al massimo. Ho raggiunto anche una certa maturità e ci tengo ad essere da esempio per gli altri, a maggior ragione ora che c’è mio padre. E lui ha dimostrato che non regala niente a nessuno, nemmeno a me».

Quando vi vedete fuori dal contesto sportivo vi confrontate?

«Sì, capita spesso, perché tra me e lui c’è stima reciproca a livello calcistico e abbiamo un modo simile di vedere le cose. Lui ha una posizione diversa ma prende spunto anche dalla mia opinione. Sotto questo aspetto ci sono dinamiche che impongono il rispetto dei ruoli e quindi quando non gioco per un po’ di tempo il confronto non è immediato».

Cosa vuol dire, che tiene il muso a suo padre?

«Io tengo sempre a giocare, abbiamo caratteri simili e quando ci scaldiamo ci vuole un po’ di tempo per raffreddare gli animi. A volte ci conviene stare un po’ da soli e pensare alle nostre cose, anche se alla fine il confronto arriva sempre perché ci piace dialogare».

E mamma e fratello, in tutto questo, che ruolo giocano?

«Davide fa da incudine e assorbe i colpi dell’uno e dell’altro. Ci è sempre piaciuto discutere tutti e tre assieme, mio fratello cerca di fare da moderatore tra noi e devo dire che è molto utile. Mamma fa da cuscino e assorbe tutto».

Il pregio di papà allenatore?

«Gli invidio il carisma. Ha una lettura unica dei giocatori, della squadra e delle partite. E questo si costruisce con l’esperienza, si vede che ha giocato al fianco di grandi campioni. Quando parla mi viene voglia di seguirlo in tutto quello che dice».

E il difetto?

«Non sono nella posizione di poterlo rivelare (ride..)».

Lei seguirà le sue orme anche in panchina?

«Non ci ho ancora pensato, preferisco concentrarmi sul calcio giocato. Ma ammetto che è un mondo che mi piace e mi appartiene. Papà è sui campi professionistici da 42 anni, è la sua vita. Nonostante la grande esperienza conserva quel fuoco dentro che lo porta a voler fare sempre meglio.Secondo me, da allenatore avrebbe potuto ottenere di più».

Con il Padova si può aprire un nuovo ciclo. Questo è l’anno buono?

«Deve esserlo. Sono fiducioso perché abbiamo margini di miglioramento, la squadra ha capito cosa pretende l’allenatore e di avere un potenziale importante. Vedo analogie con la squadra che vinse tre anni fa con Bisoli. Ci sono le carte in regola per fare ancora meglio, tocca a noi dimostrarlo».

Con il Matelica ha festeggiato le 100 presenze in biancoscudato, ci avrebbe mai creduto?

«Le aspettavo con ansia, è una soddisfazione personale. Nel 2018 ero ai margini ma ho sempre desiderato far una bella carriera al Padova e la voglia di riguadagnarmi il posto giorno dopo giorno mi ha portato fin qui». —

Focaccia integrale alla farina di lenticchie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi