Padova, le candeline di Nicastro bruciano il Sudtirol: è primato

La banda di Mandorlini è perfetta, ragggiunta la vetta in classifica. Doppietta dell’attaccante nel giorno del suo compleanno 

Stefano Edel / PADOVA

E alla settima giornata il Padova arrivò in vetta. Non sbagliando praticamente nulla, ecco coronato l'inseguimento al vertice della classifica, grazie ad una prestazione perfetta contro quell'avversario che sin qui – unico del girone B di Serie C – aveva impressionato per il ruolino di marcia (4 vittorie e 2 pareggi), attestandosi solitario lassù. Ora sullo stesso gradino, insieme agli altoatesini, siedono i biancoscudati, a dimostrazione che in mano a mister Mandorlini c'è un gruppo forte, solido e compatto, dove la qualità e la forza dei singoli stanno garantendo i risultati sperati. Non avevano mai perso, gli uomini di Vecchi, e la loro caduta coincide con il quarto successo di Ronaldo & C., i quali dopo lo scivolone d'avvio con l'Imolese hanno ingranato la marcia giusta, scalando posizioni su posizioni.


NICASTRO, CHE COMPLEANNO!

Il Padova dei primi 35' è stato il migliore in assoluto ammirato da settembre ad oggi. Rispetto ad Arezzo, l'allenatore romagnolo ha cambiato una pedina a centrocampo – Saber al posto del figlio Matteo – e due in attacco – Bifulco e Jelenic per Santini e Buglio – confermando una difesa che adesso è la meno battuta del torneo, con 4 reti, insieme a quelle di Sudtirol e Modena. Davanti a poco meno di 500 spettatori (paganti), rumorosi quanto basta per dare un po' di pepe al big match, la squadra ha interpretato alla grande il copione che le era stato affidato: aggressività, pressing, spinta sulle fasce laterali. Insomma, convincente e determinata come mai l'avevamo vista in precedenza. La differenza è emersa a centrocampo, perché la grinta e il modo di andare sotto dei vari Ronaldo, Della Latta e Saber si sono rivelati da subito il valore aggiunto. Il resto lo ha fatto Francesco Nicastro, mattatore sotto porta, capace di due reti da centravanti vero, lui che è più una seconda punta, ma che già nella passata stagione si era presentato con il marchio di fabbrica del gol stampato addosso, visto che alla prima, a Fano, aveva timbrato il cartellino, realizzando poi altre due reti nel corso del campionato, nonostante problemi e acciacchi vari. Oggi è a quota 3, eguagliando di fatto il numero di reti passate, ma la doppietta di ieri sera ha qualcosa di magico, perché ne certifica le doti di opportunista e di eccellente interprete del gioco aereo. Ottenuta oltretutto alla vigilia del suo 29° compleanno. Emblematico il modo in cui il risultato è stato sbloccato: all'8' Saber ha attaccato con una pressione asfissiante Greco, l'uomo d'ordine degli altoatesini, al limite della propria area, lo ha costretto ad arretrare verso Poluzzi e poi con il sinistro gli ha rubato palla, indirizzandola verso Nicastro, che aveva seguito l'azione. Controllo dell'ex Catanzaro e colpo di punta, in allungo, a battere il portiere sul primo palo. Ronaldo su Greco ha spento gradualmente la luce al centrocampo ospite e questo ha avvantaggiato il Padova, che al 32' ha raddoppiato: cross di Curcio e stacco perentorio in corsa di Nicastro, che è svettato su Vinetot, girando il pallone nell'angolo più lontano. Gol bellissimo e tutti in piedi.

QUEL FISCHIO ANTICIPATO DI ZUFFERLI

Nella ripresa, più equilibrata, la squadra ha gestito al meglio la situazione di doppio vantaggio e, nonostante la giostra dei cambi, il Sudtirol non è mai stato pericoloso. Vannucchi di fatto ha sfoderato una sola parata difficile, al quarto d'ora del primo tempo, su conclusione di Tait, poi ha sbrigato ordinaria amministrazione. Da segnalare, purtroppo, solo l'insufficiente direzione arbitrale: il signor Zufferli ha sorvolato su tre situazioni dubbie (due in area avversaria, una in quella biancoscudata), ma soprattutto si è reso protagonista di un episodio finale sconcertante, fischiando tre volte in pieno recupero e rettificando la sua decisione per far giocare le due squadre ancora 60 secondi, allungando così l'overtime da 4 a 5 minuti. Un po' di confusione, evidentemente. Mercoledì c'è la trasferta di Firenze in Coppa Italia (ore 18). Questo Padova può giocare per la gloria, ma ciò che conta è il campionato. E la continuità diventa il leit motiv da qui a fine aprile 2021. —

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