Nuova 500 elettrica uno stile italiano per la sfida globale

Tra le novità, carrozzeria 3+1 con la “porta magica” François, ad del brand Fiat: una svolta nella mobilità



Fiat 500 è da sempre l’automobile delle grandi sfide: l’edizione del 1957, frutto del genio di Dante Giacosa, ha sdoganato la mobilità privata alle masse. Quella del 2007, nata dall’estro di Roberto Giolito e dalla perseveranza di Lapo Elkann e Sergio Marchionne, ha conferito i benefici della modernità ai concetti del modello originale.


Nel 2020 Fiat scommette, ancora una volta, su 500 per convincere il pubblico che i tempi sono maturi per passare all’auto elettrica, più di quanto non lo fossero pochi anni fa, quando nacque una piccola serie di 500 a batteria dedicata esclusivamente alla California. La nuova 500 elettrica, però, è tutta un’altra storia: è la prima vettura del gruppo Fca “elettrica nativa”, sviluppata dal principio per marciare a zero emissioni. La sua piattaforma costruttiva è quasi fatta da zero e vanta il 96% di componenti riprogettati rispetto alla precedente: significa che se i caratteri somatici confermano l’identità del modello, sotto il vestito è stata rivoluzione.

Due gli obiettivi di Olivier François, responsabile del bran: «Convertire all’elettrico il massimo numero di clienti e non farli mai più tornare all’auto termica. In questo senso la 500 è molto più di un nuovo prodotto, è piuttosto un progetto di mobilità».

Lo stesso che per design, tecnologie e desiderabilità, strizza l’occhio alle elettriche di Elon Musk, tanto da giustificare quel «la 500 sarà una specie di Tesla urbana»,pronunciato da Francois di recente.

«Volevamo fare un’auto elettrica che fosse soprattutto una 500 ed esaltasse stile e feeling delle generazioni precedenti», dice Giorgio Cornacchia, capo del Centro Ricerche Fca e dello Sviluppo Prodotto: «La collocazione sottoscocca delle batterie e le relative protezioni ci hanno aiutato a bilanciare meglio i pesi e ad aumentare la rigidezza torsionale della scocca, migliorando la dinamica del veicolo». Tuttavia, sembra che lo spirito democratico della 500 di ieri sia diverso da quello, più ambizioso, della nuova 500: lo suggeriscono carico tecnologico, prezzi e testimonial chiamati a promuoverla, come Leonardo Di Caprio, star di Hollywood e neopaladino dell’ambiente.

Il che suggerisce come il modello abbia le potenzialità per scrollarsi di dosso la collocazione regionale e aspiri all’internazionalità. Ciò, peraltro, sembra un ulteriore passo in avanti verso un ipotetico scorporo della gamma 500 dal resto di Fiat.

Ma la reincarnazione green del “Cinquino”, pur dando un colpo di spugna ai paradigmi dell’auto termica, onora pure la causa della praticità, come dimostra l’inedita carrozzeria “3+1”, dotata di una terza portierina sul lato passeggero. «Migliora l’accessibilità all’abitacolo della 500, senza compromettere il suo stile unico o la compattezza», spiega l’ingegnera Laura Farina: «Questa piccola porta magica si apre controvento solo dall’esterno, dopo aver aperto la porta anteriore e rende più facile posizionare un seggiolino o caricare a bordo la spesa». Un approccio concreto, che ricorda quello di Giacosa: «Progettare significa individuare i problemi essenziali e selezionare le soluzioni in grado di risolverli in modo semplice e completo». La storia che, fieramente, si ripete. —



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