Citta scopre un Gargiulo bomber: «Sono in palla e 2 gol non mi bastano»

L’esultanza stile pescatore? «È nata in Madagascar... » Mercoledì lo Spezia in Coppa: «Vogliamo andare avanti»

CITTADELLA

La domenica di riposo l’ha trascorsa assieme alla sua ragazza Elisabetta e al loro cane Baloo, un cucciolo di beagle di 4 mesi. «È grazie a lui se sono migliorato nei cambi di direzione, mi fa correre dannatamente», sorride Mario Gargiulo. Conviene prenderla con leggerezza, come fa questo ventiquattrenne centrocampista partenopeo del Cittadella, nel fine settimana in cui la Serie B è stata caratterizzata oltre che dal rinvio della gara granata con la Reggiana (che ha annunciato altri 11 casi di positività nell’ultimo giro di tamponi, per un totale di 27, ovvero 21 calciatori e 6 componenti dello staff), da quelli di Entella-Venezia e Cremonese-Brescia.


E i gol, da chi ha imparato a segnarli, considerando che in 4 partite è diventato il “capocannoniere” della squadra a quota 2, raddoppiando il bottino della scorsa stagione?

«Beh, nell’ultimo periodo mi sta riuscendo quasi tutto. Confesso che l’anno scorso ho incontrato qualche difficoltà nel trovare il ritmo-gara, prima per l’infortunio che mi ha fermato dopo poco tempo e poi per riprendere quando è terminato il lockdown. Ora invece sto bene fisicamente e sento la fiducia del mister e dei miei compagni e, credetemi, è qualcosa che conta molto per un calciatore. Per cui credo di poter dare molto alla squadra e di poter crescere sul piano individuale, anche grazie ai consigli di chi ha più esperienza di me, come Iori, che è sempre molto utile con i suoi suggerimenti. E non voglio fermarmi a queste due reti».

Adesso, però, deve spiegare come nasce quell’esultanza da pescatore che ha fatto divertire tutti dopo il gol al Pordenone.

«Dietro c’è una storia assurda, che parte da una vacanza in Madagascar con la mia fidanzata, quando ancora non sapevo che il mio futuro sarebbe stato qui. Lì abbiamo conosciuto due ragazzi di Padova, è nata un’amicizia importante, e mi dicevano continuamente: dai, vieni a giocare al Cittadella. Beh, il destino ha voluto che accadesse sul serio. I due sono provetti pescatori e sono stati loro a chiedermi di fare quell’esultanza al primo gol che avessi segnato al Tombolato con loro presenti sugli spalti. È arrivato col Pordenone e così ho mimato il gesto di tirare la lenza e uno dei due, in tribuna, ha fatto un salto come se l’avessi pescato».

Tutto molto bello, come è bello il momento che state attraversando. Avreste preferito giocare per continuare a cavalcarlo?

«È vero, siamo contenti del percorso che stiamo facendo e un po’ tutti avremmo voluto proseguire. Ma non possiamo farci niente, per cui abbiamo cercato di approfittare della sosta forzata per recuperare le energie e cominciare a preparare la gara di Coppa Italia di mercoledì con lo Spezia, a cui teniamo molto, perché vogliamo andare avanti nella competizione. Sappiamo che sarà difficile, perché ci attende una squadra di Serie A, abituata a ritmi più alti dei nostri, ma allo stesso tempo sappiamo anche che possiamo metterla in difficoltà». Avete già iniziato a studiarla?

«Ci siamo concentrati sulla tattica, in particolare sulle uscite dall’area. Ma abbiamo solo iniziato a impostare il lavoro, perché è mancato il tempo. Alla ripresa (oggi pomeriggio, ndr) cominceremo a prepararci su come aggredirli. Punteremo anche sulla nostra freschezza, visto che loro invece hanno giocato». —



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