L’Inter non incanta ma segna Lukaku scaccia le ombre

I nerazzurri approfittano di un Genoa che dopo i 17 positivi fa fatica a ritrovarsi La squadra di Conte torna alla vittoria dopo tre partite e senza gol al passivo



INVIATO A GENOVA


Il primo tiro nello specchio lo ha fatto al 64’Lukaku (e chi, altrimenti? ) per lo 0-1. La prima parata è arrivata al 75’: di Perin, su tiro di Brozovic senza pretese, come quello di Kolarov sul finire, unico altro intervento del rossoblù. Lo avrete già capito: Genoa-Inter 0-2 è stata una partitaccia di pochissimo gioco e ancora meno qualità ed emozioni. Ma se da Maran, che ha avuto 17 positivi al Covid e guida una squadra dalle modeste ambizioni, era lecito non attendersi di più, i nerazzurri di un Conte in tuta, pur con i loro 7 contagi, hanno esibito troppo poco per la caratura e la pesantezza dell’organico.

Il ritorno alla vittoria dopo tre partite (Champions inclusa) e la prima volta stagionale senza gol al passivo (ma il «merito» è molto di un Genoa spuntatissimo) non possono bastare, specie dopo un derby perso e in attesa del bivio europeo in Ucraina. L’Inter ha giocato il peggior tempo (il primo) di questo avvio stagione e non solo perché per la prima volta nell’era Conte non ha fatto un solo tiro nello specchio. Peraltro, a proteggere Perin respingendo le uniche conclusioni pericolose sono stati Ghiglione (sul colpo di testa di Perisic) e Bani (su botta ravvicinata di Vidal). Il guaio è che l’Inter è stata più prevedibile che mai, con Lukaku che già nei primi 11’ha ricevuto 5 palloni lontano dalla porta da smistare, con nessuno in grado di creare la superiorità azzardando uno contro uno, con zero cambi di passo e senza pressing contro un rivale chiuso, corto e molto attento.

Dopo un’ora soporifera, sono stati i primi due cambi a portare il match nei binari attesi, specie considerando il tremendo parziale di 4 vittorie su 4 e di 16 reti a zero maturato nei precedenti incroci. Usciti Eriksen e Perisic, ancora deludenti, sono entrati Barella e Hakimi, falso positivo per il Moenchengladbach e partito dalla panchina. L’azzurro ha dato subito intensità e idee a un centrocampo abulico avviando l’azione dell’1-0, conclusa mirabilmente da Lukaku con un dribbling sul fino ad allora impeccabile Goldaniga. Il sinistro del belga giunto al 7° gol in 5 partite ha fatto crollare la diga genoana, poi apertasi anche al raddoppio di D’Ambrosio. Handanovic ha chiuso da disoccupato ma per la sua difesa tutta italiana (roba da record per l’Internazionale) non si è trattato di un collaudo serio. Lo sarà lo Shakhtar dei guizzanti brasiliani. Il Conte 2. 0 di quest’anno, contento anche quando non ne avrebbe troppe ragioni, ieri ha intanto chiuso raggiante: «Abbiamo comandato la gara fin dall’inizio, con la forza di una squadra che è cosciente, subendo zero tiri». –

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Focaccia integrale alla farina di lenticchie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi