Petrarca rugby di Padova, il cluster aumenta i positivi al Covid sono diventati 29

Gli ultimi tamponi sui tuttoneri: la rosa è in regime di quarantena o in isolamento Già slittata la partita di Coppa Italia con il Calvisano, stop all’esordio a Piacenza

PADOVA. I giocatori del Petrarca positivi al Covid-19 sono saliti a 29. Gli esiti degli ultimi tamponi eseguiti in settimana hanno riscontrato altri casi rispetto a quanto già comunicato dal club di Padova, portando il totale dei contagiati a sfiorare le trenta unità.

Dovrebbe essere questo il dato definitivo sul focolaio scoppiato tra gli atleti della prima squadra che milita in Top 10. La partita di Coppa Italia che l'Argos Petrarca avrebbe dovuto giocare oggi a Calvisano è stata rinviata, come certamente avverrà per la prima di campionato prevista per il 31 ottobre a Piacenza.

«Al momento, a parte qualche episodio di febbre, nessun giocatore dei 52 sottoposti a tampone tra prima squadra, Serie A e Under 18 presenta sintomatologie particolari», ha spiegato Vittorio Munari, direttore generale del club patavino.

A seguito dei tamponi tutta la rosa dei tuttoneri è stata posta in regime di quarantena o in isolamento, dopo aver avvisato l'ufficio igiene dell'Ulss 6 mentre rimane sospesa fino a nuovo ordine l'attività del settore giovanile e del minirugby. L'allarme sanitario è scattato lunedì con la comunicazione da parte della società di via Gozzano dei primi quattro giocatori positivi, uno dei quali è stato impiegato sabato scorso nel match di Coppa Italia giocato a Padova con l'Hbs Colorno.

Dal club emiliano, dopo il tampone eseguito sull'intera rosa e sul personale dello staff presente alla trasferta di Padova, arriva un sospiro di sollievo con la notizia della negatività per tutti.

Altrettanto confortante è stato sapere che nessun dipendente del Petrarca né altre persone che lavorano presso il centro sportivo Memo Geremia siano state contagiate, nonostante la presenza di un focolaio così esteso tra i giocatori della prima squadra. A conti fatti più della metà degli atleti della rosa del Top 10 o degli aggregati da Serie A e Under 18 (che hanno svolto tutta la preparazione con la prima squadra) risulta aver contratto il virus che sta causando scombussolamenti anche nel mondo del rugby.

Sabato si giocheranno solo due partite delle quattro in calendario per il secondo turno di Coppa Italia. La partenza del Peroni Top 10, massimo campionato nazionale, sarà sicuramente complicata dalla situazione di quarantena. Ma ciò che preoccupa maggiormente è che con l'attuale protocollo sanitario della Fir non si può tenere distante il virus dai campi di gioco con ragionevole certezza, come verificato alla Guizza. Non basta cioè il test sierologico, pur importante, per assicurare che chi si allena e chi finisce in lista gara nel weekend sia in salute.

Come per la lega professionista Pro 14 in cui militano Benetton e Zebre - dove il protocollo sanitario è stilato dalla Celtic Rugby Ltd - l'unico modo per evitare contagi è eseguire il tampone ogni settimana. Una soluzione che però non è gratis e nemmeno semplice da organizzare per i club italiani. E' chiaro però che solo con un intervento forte e chiaro da parte della Fir si potrà parlare di rugby giocato nei prossimi mesi. —
 

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