Calcio dilettanti, a Padova tre partite a porte chiuse: «Protocollo inattuabile»

Vanno assicurati a posti a sedere con distanziamento e acquisto biglietti on line. La Figc accusa: «Siamo esausti»

PADOVA. La stagione del calcio dilettantistico riparte nel caos.

Oggi si giocano le prime partite ufficiali dei dilettanti dopo il lockdown, ma senza alcuna indicazione chiara sulla possibilità o meno di aprire gli spalti al pubblico. E così ogni società si arrangia come può, cercando di interpretare un protocollo nazionale che riserva ancora zone d’ombra.


Ad oggi, a poche ore da un fischio d’inizio che porrà fine a uno stop di più di sei mesi, la situazione è questa: per la Coppa Italia di Eccellenza (prima competizione a ripartire, in attesa della ripresa di tutti i tornei nelle prossime settimane) si giocheranno quattro partite, tre a porte chiuse e una a porte aperte, quella dell’Abano che ospiterà lo Scardovari.

Nelle altre province la situazione è simile: a Venezia la Questura ha bloccato Portoguraro e Sandonà che volevano accogliere i tifosi, a Treviso invece si terranno gli spalti aperti. Come è possibile? Il protocollo nazionale, in sintesi, dice questo: per gli eventi sportivi che non superino i 1000 spettatori, si può aprire al pubblico se è possibile assicurare la prenotazione del posto a sedere, con distanza tra uno spettatore e l’altro di almeno un metro, con obbligo di utilizzo della mascherina e misurazione della temperatura all’ingresso.

Per questo, una delle prime società a comunicare le porte chiuse, è stata l’Arcella, che oggi ospiterà il Calvi Noale ma non avendo posti a sedere numerati non può garantire il distanziamento. Discorso simile per l’Albignasego che ospiterà il Pozzonovo senza pubblico. Il Castelbaldo Masi, invece, va nel veronese, in casa del San Martino Speme, che ha già comunicato il divieto d’accesso. Ci sono poi due casi particolari. Il San Giorgio in Bosco si era attrezzato per adempiere totalmente al protocollo, ma per il derby odierno contro il Borgoricco si è dovuto trasferire all’impianto sportivo di Ca Onorai, a causa del rifacimento del proprio manto erboso. La società ha chiamato la Questura per sincerarsi di poter aprire le porte anche di quell’impianto: «E la risposta è stata “no”», spiega il presidente Luigi Brugnaro. «Non essendoci posti a sedere non si possono identificare gli spettatori né numerare i biglietti. Peccato, perché ci eravamo attrezzati per tutto, compresa la prenotazione dei tagliandi».

Ad Abano le porte per il momento sono aperte: «Ci siamo premuniti per il controllo della temperatura, l’autocertificazione e il distanziamento dei posti», spiega il patron Gildo Rizzato. «Come succede sempre quando giochiamo in casa, abbiamo avvertito le forze dell’ordine, per cui siamo aperti». Insomma, si naviga a vista, e in tutto questo delirio la Figc regionale è sommersa dalle lamentele delle società: «Abbiamo parlato con le le questure ma non c’è stato verso», spiega il presidente della Fifg Veneto, Giuseppe Ruzza. «Il problema sembra essere la possibilità di prenotare in anticipo i posti a sedere. Siamo esausti, sembra cerchino di penalizzarci in tutti i modi. Ora faremo due cose: una lettera alla Figc dicendo che non si può ripartire così, poi vedremo di trovare un sistema per vendere i biglietti online». Queste le gare in programma alle 15:30: Abano-Scardovari, Arcella-Calvi Noale, Albignasego-Pozzonovo, San Giorgio in Bosco-Borgoricco, San Martino Speme-Castelbaldo Masi. —
 

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