Venturato rimodula il Cittadella: «Chiedo grinta e cervello, sarà una sfida mozzafiato»

Il tecnico: promosse e retrocesse hanno elevato il livello tecnico del campionato. Polemica sul mercato aperto fino al 5 ottobre: scorretto trattare mentre si gioca

LAVARONE. Sesta stagione di fila. Dopo i cicli di Glerean, Maran e Foscarini non stupisce che anche Roberto Venturato ne abbia aperto uno a Cittadella, nuova “mosca bianca” in un calcio che divora gli allenatori come Crono i suoi figli. Semmai quello che impressiona è il bottino raccolto nei primi cinque anni: una promozione e quattro qualificazioni consecutive ai playoff in Serie B, e sempre lavorando su rose costruite in gran parte con giovani pescati nelle categorie inferiori.

Nel giorno in cui comincia il ritiro granata a Lavarone è inevitabile partire da qui: mister, al di là delle dichiarazioni di prassi sulla salvezza come principale obiettivo, alla luce di risultati al di sopra di ogni aspettativa, cosa si attende da questa stagione?


«Vivere su ciò che hai fatto non fa parte del mio modo di essere. Guardiamo alle pagine future da scrivere, non al passato. Io voglio crescere e migliorare nei risultati, ma allo stesso tempo so anche che dobbiamo ragionare come se questo fosse un anno zero, in cui ripartire con nuova voglia e determinazione, mettendoci in discussione. Qui a Cittadella c’è un modo di lavorare consolidato, e non è un vantaggio da poco. Le ambizioni ci sono, ma dobbiamo anche capire che ci confronteremo con società di spessore assoluto: raggiungere i playoff non è per niente scontato».

Dalla Spal scesa dalla A con un paracadute da 25 milioni allo spendaccione Monza di Berlusconi e Galliani, in effetti, la qualità sembra essersi alzata.

«Per il livello delle squadre salite dalla C, per quelle retrocesse dalla A e per alcune di quelle rimaste, Empoli e Frosinone su tutte, mi sento di dire che da anni non c’era una B di questo tenore».

Sul piano tattico ci saranno novità nel Cittadella che verrà?

«Non nel sistema di gioco, ma cercherò di inserire varianti sui principi che abbiamo adottato. Abbiamo margini di miglioramento molto ampi su cui lavorare».

La rosa è teoricamente a posto, e sui vostri big - Diaw su tutti - per il momento non ci sono stati affondi concreti da parte di altre pretendenti. In entrata, tolto l’ormai imminente approdo di Cissé, si aspetta qualcos’altro?

«Ci siamo mossi in anticipo e questo ci consente di ripartire con una rosa già completa: dobbiamo riconoscere i meriti del direttore Marchetti, che è sempre molto veloce. Poi, certo, occorrerà tener conto di eventuali richieste».

Quest’anno il mercato rimarrà aperto addirittura sino al 5 ottobre…

«E a me non piace questa situazione, non è positiva né per i giocatori, né per le società: avere il mercato aperto quando saremo già alla seconda o magari, se ci saranno subito turni infrasettimanali, alla terza giornata complica le cose e, a mio avviso, non è nemmeno corretto. L’anno scorso tutto ciò ci ha messo in difficoltà, non dimentichiamolo. Confido comunque nell’intelligenza dei nostri giocatori: spero capiscano i valori presenti al Cittadella e che non si facciano distrarre».

Lo spettro della pandemia complica le cose?

«Abbiamo imparato a conviverci senza grossi problemi nella parte finale della scorsa stagione e credo sarà così anche adesso. Pure a questo riguardo diventa importante l’intelligenza dei calciatori, la loro capacità di rispettare le regole di comportamento. Il vero nodo è legato al pubblico, perché se manca il suo entusiasmo qualcosa di sicuro viene meno: mi auguro che i tifosi possano tornare allo stadio a guardare le partite dal vivo».

In attesa di Cissé, ci parla dei nuovi arrivati che già ha avuto modo di vedere in questi giorni?

«Davanti, Tavernelli è rapido, ha buona tecnica e senso dell’inserimento, mentre Ogunseye ha struttura e capacità di attaccare gli spazi. A centrocampo, Mastrantonio è una mezzala giovane di qualità e Grillo un trequartista rapido. In difesa, Cassandro è un esterno destro che può fare anche il centrale, mentre Donnarumma a Monopoli ha disputato un gran campionato a sinistra». —


 

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