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Fairplay tra giovanissimi a Padova: a 13 anni sbaglia il rigore apposta e parte il grande applauso

Fairplay a Montagnana in una partita della categoria Giovanissimi (13 anni) «Era ingiusto, calciare fuori apposta è stato emozionante: più che fare gol»

Stefano Volpe
2 minuti di lettura

MONTAGNANA. La leva calcistica del 2006 cresce bene.. E visto che l’annata è un simbolo del pallone italiano (chi ha scordato il trionfo mondiale di Berlino?) non può che essere di buon auspicio per il futuro.

«Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore», cantava De Gregori. Il nostro Nino si chiama Davide e non ha avuto paura di sbagliare un calcio di rigore. Ha preso il pallone, ha mirato il più lontano possibile e l’ha calciato fuori. Apposta.

Una bella storia di fair play arriva da Montagnana, dalla sesta giornata del campionato provinciale Giovanissimi giocata domenica, quando i padroni di casa hanno ospitato il SaonaraVillatora sul campo di Megliadino San Vitale.

A una decina di minuti dalla fine, sul punteggio di 1-0, l’arbitro assegna un calcio di rigore al Montagnana. Ma la decisione appare subito come un abbaglio del direttore di gara e il tecnico Matteo Albertin chiama a raccolta i suoi e invita il rigorista della squadra, Davide Rosa, a sbagliare appositamente il penalty. L’attaccante esegue senza batter ciglio, si presenta sul dischetto e calcia a lato.

«Ci siamo accorti subito che l’arbitro aveva sbagliato, vedendo un fallo di mano che non c’era», spiega il 33enne che oltre ad allenare è insegnante.

«Non era corretto approfittarne e ho invitato il mio ragazzo a calciare a lato. L’allenatore avversario mi ha detto di lasciar stare, che tanto valeva provare a segnare. Ma noi ci sentiamo prima di tutto educatori, vogliamo fondare la crescita di questi ragazzi sulle basi di lealtà e rispetto. Io sono fortunato perché alleno un gruppo meraviglioso, sono sicuro che se non avessi detto io di sbagliare il penalty me l’avrebbero proposto i giocatori. E subito dopo il tiro è partito un lungo applauso, quasi un minuto, da entrambe le tifoserie. Molto emozionante».

E si è emozionato anche lo stesso protagonista, Davide, che ha 13 anni e frequenta la terza media a Ospedaletto Euganeo. «È stato bello quanto segnare un gol. Mi sono emozionato tanto sia in quel momento, con gli applausi dagli spalti, sia alla fine quando gli avversari sono venuti a farmi i complimenti per il gesto. Appena il mister mi ha chiesto di sbagliare, ho pensato subito che fosse la cosa giusta da fare, nonostante mi sarebbe piaciuto molto segnare. Ma anche in campo ci eravamo accorti che l’arbitro ci aveva fatto un regalo. La società e l’allenatore ci insegnano a porre sempre la sportività prima di tutto e io mi trovo benissimo con i compagni e il club».

Il beniamino dei ragazzi del 2006 non è difficile da immaginare: «Il mio idolo è Cristiano Ronaldo, sono un attaccante e finora ho fatto due gol, ma non ho il numero 7. Indosso il 16 che mi ha dato il mister».Il Montagnana oltre alla prima squadra vanta 11 formazioni del vivaio: «Siamo orgogliosi di questi ragazzi e di questo allenatore, come club cerchiamo sempre di portare avanti il rispetto delle regole come principio fondamentale», sorride il responsabile del settore giovanile, Francesco Barbieri. 

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