Calcio Padova, pari con rimpianto: pesa il rigore sbagliato

Santini si è fatto parare il penalty da Nobile nel primo tempo. Il Carpi è riuscito a resistere agli assalti 

PADOVA. Premesso che avremmo tutti firmato per 10 punti in 4 partite, e che il primato in classifica è ancora del Biancoscudo, anche se adesso in coabitazione con la Reggiana, la delusione per ciò che hanno proposto Padova e Carpi, nel big match di giornata, è stata tanta. Perché, più che a calcio, si è giocato a... calci, sia sull’uno che sull’altro fronte, con sgambetti, spintoni, interventi al limite del regolamento, se non oltre.

Insomma, un pessimo spot per chi si aspetterebbe, anche dalla Serie C di vertice, un po’di qualità in più rispetto alla media. La capolista per la prima volta non ha vinto né segnato, la diretta inseguitrice ha collezionato un altro pari dopo l’1-1 casalingo con il Vicenza. Ma sul mancato successo della squadra di Sullo – sarebbe stato il quarto di fila – pesa l’errore dal dischetto di Santini dopo 25’, il primo dei tre rigori avuti sin qui che l’attaccante ha sbagliato per aver deciso di cambiare la direzione del tiro dagli undici metri. Bravo Nobile a volare sulla sua sinistra, e per i biancorossi emiliani è arrivato l’ottavo punto, a confermarne l’imbattibilità che vale il terzo posto.

MEGLIO I PRIMI 45’ Questa è la terza serie, e di partite così, improntate prevalentemente su agonismo e fisicità, ne vedremo ancora diverse, ma da due avversarie che l’anno passato erano in B era lecito attendersi un altro tipo di prestazione.

Ne è venuta fuori, invece, una gara molto combattuta, intensa, eppure tremendamente spezzettata, e mal gestita da un arbitro che ha lasciato correre troppo e fischiato quando non avrebbe dovuto.

Di conseguenza il gioco non è mai decollato, anche perché Riolfo, che si era studiato bene il Padova al Braglia, nel posticipo di una settimana fa, ha limitato efficacemente la spinta degli esterni, più Fazzi che Baraye nel primo tempo, riducendo sensibilmente i pericoli che avrebbe potuto correre la sua porta. Ronaldo & C. – gli stessi undici che avevano espugnato Modena – hanno avuto un maggiore possesso palla sino all’intervallo, pur rischiando in avvio di capitolare: prima Vano ha deviato in girata un pallone piovuto in area sugli sviluppi di una punizione di Carta, e Minelli ci ha messo una pezza (3’), poi Saric, vinto un rimpallo entro i 16 metri, ha sfiorato il palo alla sinistra dell’estremo difensore biancoscudato con un destro a giro (9’).

Quel penalty invocato, e non concesso giustamente, per una caduta in area di Germano lanciato in profondità da Ronaldo, ma non toccato da nessuno (19’), è arrivato invece quando, battuto un corner da destra dal regista brasiliano, e corretto di testa da Lovato, Sabotic ha tirato giù Santini a pochi passi dalla porta (25’). Fallo ingenuo, ma netto, e grande Nobile nel neutralizzare il possibile svantaggio con il balzo già ricordato (26’). Lì i biancoscudati avrebbero potuto subìre il colpo, invece pochi secondi dopo Germano ha alzato sopra la traversa un’ottima palla dopo fraseggio Baraye-Santini (27’).

PIU' EQUILIBRIO. Nel secondo tempo si è visto un Carpi più quadrato e determinato, capace anche di muoversi meglio, ma mai pericoloso dalle parti di Minelli. Per contro, gli uomini di Sullo hanno creato qualche situazione importante davanti a Nobile, con Germano (tiro-cross deviato in angolo, 2’), Kresic (colpo di testa alto, su palla da corner, 3’) e due volte Fazzi (sinistro alto da dentro l’area e tiro deviato a fil di palo, con la complicità di un avversario, 28’e 29’).

Nonostante i cinque cambi il tecnico napoletano non è riuscito a venire a capo di una squadra comunque tosta e bene organizzata, che ha messo nella sfida le qualità tipiche della categoria: grinta e decisione in ogni intervento. Da segnalare l’infortunio a Lovato (colpo alla testa di Vano, con ferita lacero-contusa suturata con 4-5 punti) e del medico sociale Luigi Munari, che per soccorrere il difensore, correndo in campo, è caduto rovinosamente stirandosi il bicipite femorale della gamba destra e venendo portato fuori dagli stessi giocatori. Quando si dice la sfortuna... 


 

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