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«Citta, squadra unita che non si tira indietro e affronta le partite con la giusta cattiveria»

Dopo aver portato a casa il match col Vicenza i giocatori spiegano  la determinazione del gruppo «Ci sentiamo tutti importanti»

cittadella

C’è qualcosa in palio, anche solo un trofeo da amichevole? Il Cittadella indosserà l’abito da battaglia. Lo si è visto nitidamente sabato pomeriggio, nel primo fine settimana senza campionato da quando è ripartita la stagione. Al Memorial Santagiuliana gli uomini di Venturato hanno iniziato il derby col Vicenza spingendo da subito e portandosi in vantaggio. E, quando si sono ritrovati sotto, hanno riaccelerato senza esitazioni portando a casa il match. «Puntavamo a una buona prest ...

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C’è qualcosa in palio, anche solo un trofeo da amichevole? Il Cittadella indosserà l’abito da battaglia. Lo si è visto nitidamente sabato pomeriggio, nel primo fine settimana senza campionato da quando è ripartita la stagione. Al Memorial Santagiuliana gli uomini di Venturato hanno iniziato il derby col Vicenza spingendo da subito e portandosi in vantaggio. E, quando si sono ritrovati sotto, hanno riaccelerato senza esitazioni portando a casa il match. «Puntavamo a una buona prestazione per dare continuità ai risultati ottenuti in campionato», spiega il terzino Alberto Rizzo, 21 anni, che ha approfittato dell’occasione per offrire una prova generosa e scalare posizioni nelle gerarchie del tecnico granata. «Davanti avevamo una squadra di Serie C, ma costruita per far bene e molto motivata. Abbiamo messo in campo la giusta cattiveria e credo si sia visto, nessuno ha tirato indietro la gamba». Nell’undici di partenza schierato a Caldogno, solo Adorni e Branca hanno giocato con regolarità nelle partite ufficiali. «Quando il mister dice che in questa rosa siamo tutti importanti, noi ci crediamo. Personalmente ho legato soprattutto con Panico, con cui condivido l’appartamento, ma in generale il gruppo è unito e tra noi giocatori non ci sono invidie. In questi primi mesi a Cittadella ho trovato una bella realtà: colpisce come sia allo stesso tempo familiare e professionale». L’unica vera incognita riguarda lo stesso format del campionato, che potrebbe tornare a 22 squadre. Quale sia la posizione della società è noto da tempo, col presidente Gabrielli schierato con i colleghi di Lega B per un torneo a 19. «Quello che sta accadendo è brutto, il nuovo rinvio della decisione destabilizza tutti. Purtroppo da qualche anno il mondo del calcio si trascina una serie di gravi problemi e noi calciatori abbiamo meno voce in capitolo di tutti. Non possiamo che aspettare la sentenza e pensare ad andare in campo». —