Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Il sesto Slalom dei Colli Euganei sorride a Enrico Zandonà

Il migliore nel dribbling dei birilli a bordo della sua Formula 3 della Fanny Team Un weekend intenso fra prove e le tre manche disputate sulla strada per Calaone

ESTE. Enrico Zandonà ha vinto il 6° Slalom dei Colli Euganei. Il pilota veronese ha sbaragliato la concorrenza a bordo della sua Formula 3 (scuderia Fanny Team), riuscendo a totalizzare il minor numero di penalità nel “dribbling” dei birilli.

Secondo classificato, Daniele Ravaioli sul prototipo Yamaha (scuderia Malatesta) mentre è salito sul terzo gradino del podio Giancarlo Junior Maroni con la sua Osella PA 21.

Nella categoria “auto storiche” , primo posto per Stefano Cracco su Renault 5 ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

ESTE. Enrico Zandonà ha vinto il 6° Slalom dei Colli Euganei. Il pilota veronese ha sbaragliato la concorrenza a bordo della sua Formula 3 (scuderia Fanny Team), riuscendo a totalizzare il minor numero di penalità nel “dribbling” dei birilli.

Secondo classificato, Daniele Ravaioli sul prototipo Yamaha (scuderia Malatesta) mentre è salito sul terzo gradino del podio Giancarlo Junior Maroni con la sua Osella PA 21.

Nella categoria “auto storiche” , primo posto per Stefano Cracco su Renault 5 GT Turbo, seguito da Manuel Gasparini (Autobianchi A112) e Nicola Crivellari (Peugeot 309 16V).

LA PASSIONe e il folclore. Ma non si potrebbe parlare di risultati, vincitori, vinti e comparse più o meno fortunate senza cogliere il lato passionale di una corsa automobilistica che ha raccolto, in poco più di 2980 metri, fra birilli e curve secche, aspetti prettamente sportivi e altri a dir poco folcloristici. Non si potrebbero definire altrimenti il pollo di plastica appeso sul paraurti o la scimmietta peluche svolazzante sul lunotto, esposti con orgoglio ed un filo di esuberanza. C’è chi, fra i partecipanti, ha preferito un maxi adesivo di Speedy Gonzales e il suo mitico “Arriba arriba! , come Francesco Gheza per la sua Autobianchi A112. O ancora, la serigrafia della propria birra preferita, a prescindere dalle varie sponsorizzazioni, spesso indispensabili per partecipare ad un weekend di gara fra oneri logistici e, nondimeno, meccanici.

IL WEEKEND DI GARA . Perché, allo Slalom dei Colli Euganei gli equipaggi sono stati impegnati per due giorni, fra verifiche tecniche e sportive del sabato e le tre manche di domenica, precedute dal giro di ricognizione che ha visto subito qualche defezione, come la Fiat Punto di Edoardo Vecchiato, il cui motore ha pensato bene di prendere fuoco nelle battute finali della prima salita. Fiamme alte che hanno tenuto pure i famigliari dei piloti, armati di camper, fornelli e pastasciutta per affrontare al meglio la (calda) giornata atestina. Non sono mancati i colpi da maestro per il pubblico e le fotografie di rito: qualcuno ha pure esagerato con le derapate finendo in testacoda, salvo poi rimediare con un risultato soddisfacente nella manche successiva.

Insomma, lungo la provinciale “delle Cave” che collega Este a Calaone, piccola frazione di Baone, si è abbondato con tutti gli ingredienti necessari per confezionare una manifestazione di livello, fra belle auto – molte, ma non tutte, non ce ne vogliano i proprietari di qualche vecchia ammiraglia impegnata nella gara di regolarità giunta, alla quarta edizione – appassionati (sì, fidanzate incluse), l’odore di olio, benzina e pneumatici, oltre a quello scoppiettare scalmanato delle vetture elaborate che farebbe impazzire chiunque.

IL PUBBLICO. Ecco perché non è mancato il boato degli spettatori assiepati nei punti panoramici quando sono sgusciate via tra le file di birilli la Peugeot 208 R5 del padrone di casa Gabriele Rocca e la Renault Clio Williams dell’altro atestino Giulio Rubini, o la bianchissima Mitsubishi Lancer Evolution VI di Giovanni Emilio Rizzi, surclassati soltanto dal “grido” dei prototipi e delle monoposto degli specialisti Zandonà, Zanoni (campione in carica), Ravaioli e Maroni. Per non parlare dei Kart Cross dei vari Castaldo, Lunardi, Giacomotti, Pirocco e Fontana, i più amati dai bambini con quei telai tanto minimal quanto curiosi.

Hanno invece strappato sorrisi le Fiat 500 “stravolte” da motori Suzuki, Bmw o Kawasaki, derivati - com’è ovvio - dalle due ruote.

Francesco Vigato . BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.