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Ferro e Soylu-Zaycka stelle del Challenge Italiane, bella prova

L’elegante francese ha domato in finale la russa Samsonova Di Giuseppe e Brescia sono giunte entrambe in semifinale

PADOVA. La 14ma edizione del Challenge Open di tennis femminile, disputata sui campi della Canottieri di Padova in via Polveriera, si è concluso con i successi di Fiona Ferro, che si è aggiudicata il Trofeo Alì&Aliper nel singolo, e della coppia Ipek Soylu-Anastasia Zarycka vincitrice del Trofeo Hdi Assicurazioni nel doppio. Nel complesso, un torneo di qualità, che ha soddisfatto le attese del organizzatore – Piero Battaglia, Stefano Paiaro, Dario Bianchi e Mario Rigoni, coordinati dal presi ...

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PADOVA. La 14ma edizione del Challenge Open di tennis femminile, disputata sui campi della Canottieri di Padova in via Polveriera, si è concluso con i successi di Fiona Ferro, che si è aggiudicata il Trofeo Alì&Aliper nel singolo, e della coppia Ipek Soylu-Anastasia Zarycka vincitrice del Trofeo Hdi Assicurazioni nel doppio. Nel complesso, un torneo di qualità, che ha soddisfatto le attese del organizzatore – Piero Battaglia, Stefano Paiaro, Dario Bianchi e Mario Rigoni, coordinati dal presidente del club Andrea Massaggia coadiuvato nell’occasione da Rossano Galtarossa – e ha registrato una buona affluenza con oltre 200 presenze di media.

Nessuna italiana in finale ma le nostre ragazze si sono battute con valore, conquistando il terzo e quarto posto: alle semifinali, infatti, sono approdate Martina Di Giuseppe e Georgia Brescia (rispettivamente 261 e 245 nel ranking mondiale) che hanno ceduto alle russa Liudmila Samsonova e alla francese Ferro, finaliste. La Samsonova, un po’ a sorpresa, ha conseguito uno dei migliori risultati in carriera, vincendo 5 incontri (quasi tutti al terzo set) sebbene provenisse dal “purgatorio” delle qualificazioni; Fiona Ferro dapprima ha spento gli entusiasmi della toscana Pieri e poi ha liquidato la lombarda Brescia (numero 16 d’Italia) lasciandole soltanto tre game. Con questo premesse, l’incontro di finale del singolo non poteva che essere appannaggio della transalpina, al secondo successo stagionale dopo quello di Grenoble. La russa, che ha legami parentali a Carceri d’Este, cercava un riconoscimento tricolore ma nel primo set ha alzato bandiera bianca al 5° game e nel secondo ne ha racimolati altri 3, a conferma della superiorità avversaria

Nel doppio, le finaliste teste di serie numero 2 – ovvero la bielorussa Dea Herdzelas e la croata Tereza Mrdeza– si sono confermate al secondo posto, precedute (come da pronostico) dalla “number one” turca Soylu affiancata dalla ceca Zarycka che hanno fatto valere il loro ranking di doppiste (139 e 267 nella classifica mondiale) esibendo un bel gioco fluido, fatto di volée e affondi a rete che hanno consentito loro di affermarsi in questa specialità.

«È stata un’esperienza tecnica e agonistica senz’altro positiva», il commento della Samsonova, che ha ringraziato la direttrice del torneo Anna Benzon per l’ottima organizzazione e, sul versante “privato”, per la gentile disponibilità nell’ospitarla. «Mi auguro che queste giocatrici, come quelle che le hanno precedute in Padova, vedi Mladenovic 2011 e Cornet 2006, riescano a guadagnare la fetta di palcoscenico che meritano», ha dichiarato Benzon «è sempre più difficile emergere in un tennis così fisico e veloce ma la Pieri, dotata di classe, ha dimostrato sul campo che non sempre la pura forza fisica è vincente, almeno in ambito femminile».

Infine le premiazioni, alle quali sono intervenuti Andrea Massaggia (presidente della Canottieri), l’assessore comunale allo sport Diego Bonavina, il consigliere regionale Fit Alessandro Zambon, Davide Mastella per il gruppo Alì & Alìper, il past president e responsabile del comitato organizzatore Battaglia, il direttore di sedeGaltarossa e infine il supervisor del torneo Pasquale Pantaleo.

Ermes Brugnaro