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«Ripartiamo per fare ancora meglio»

Euforico il presidente Bonetto dopo la Supercoppa: «Un’annata così mi ha riempito di orgoglio»

PADOVA. Meglio di così era veramente difficile da immaginare. Il Padova ha concluso a Lecce, tra sole, mare ed un’atmosfera già abbondantemente estiva, la propria trionfale stagione. Dopo la vittoria in un girone B dominato da novembre in poi, è arrivata anche l’affermazione nella Supercoppa di Serie C, vincendo entrambe le partite del triangolare e portandosi a casa il secondo trofeo. Non era mai successo che il Padova vincesse due coppe nello stesso anno. La missione di Roberto Bonetto può ...

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PADOVA. Meglio di così era veramente difficile da immaginare. Il Padova ha concluso a Lecce, tra sole, mare ed un’atmosfera già abbondantemente estiva, la propria trionfale stagione. Dopo la vittoria in un girone B dominato da novembre in poi, è arrivata anche l’affermazione nella Supercoppa di Serie C, vincendo entrambe le partite del triangolare e portandosi a casa il secondo trofeo. Non era mai successo che il Padova vincesse due coppe nello stesso anno. La missione di Roberto Bonetto può dirsi compiuta, ma da oggi scatta ufficialmente la seconda fase, che vedrà il club lavorare per stabilizzarsi nel calcio che conta, dare maggior solidità alla società e, perché no, provare a sognare.

Ieri mattina mentre tutti i giocatori si sono salutati, prendendo ognuno la propria strada, il presidente biancoscudato si è imbarcato per l’Indonesia, dove resterà sino a venerdì per lavoro. Inserendo nella valigia la seconda medaglia, fresca fresca, conquistata in Puglia. «Quest’annata mi ha riempito d’orgoglio», le parole del patron. «A memoria non ricordo altre stagioni così trionfali del Padova. Ci siamo imposti in maniera prepotente da fine ottobre in poi, non abbiamo mai mollato e siamo arrivati alla grande anche a queste ultime due gare, dove abbiamo messo in campo prestazioni di spessore. Non c’è che dire, è stato fatto un lavoro immenso da parte di tutti. Ma adesso dobbiamo ripartire, facendo anche tesoro di qualche piccolo errore che c’è stato e provando a migliorarci ancora».

Il primo punto da cui ripartire è la squadra per la prossima stagione. Vedendo lo spirito messo in campo dai giocatori in campionato, l’atteggiamento con cui hanno approcciato anche la Supercoppa e la voglia di vincere, viene da pensare che questo gruppo vada salvaguardato anche per la B. Che intenzioni avete?

«Stiamo lavorando proprio per questo. La bravura di Bisoli e Zamuner è stata quella di aver basato la squadra non sui singoli, ma sulla forza del collettivo. Un’ulteriore conferma l’ho avuta sabato sera a tavola, quando i giocatori si sono salutati abbracciandosi forte e c’è stata un’atmosfera di forte commozione. Si è creato davvero un gruppo granitico e la nostra intenzione è quella di mantenere il 70-80% dei giocatori anche nella stagione 2018/19. Ripartiamo con una grande vantaggio rispetto agli scorsi anni. Per la prima volta sappiamo già chi saranno allenatore e direttore sportivo e possiamo programmare per tempo».

Lei sarà via tutta la settimana. Dobbiamo aspettare il suo rientro per qualche annuncio di “mercato” o può succedere qualcosa?

«Zamuner si è già mosso e continuerà a farlo anche in questi giorni. Ha preso i primi contatti, ma la priorità è quella di definire i rinnovi dei prestiti di Capello, Ravanelli e Zambataro. Spero che ci siano novità positive a breve».

Manca anche la firma sul rinnovo di Pinzi. A che punto siamo?

«C’è ancora qualche aspetto da chiarire. Il giocatore ci ha dato tanto, noi gli abbiamo fatto una proposta per continuare un altro anno, vediamo se le sue esigenze possono collimare con le nostre».

Dovremo aspettare il suo ritorno, invece, per altri tre aspetti importanti dell’agenda biancoscudata. Il primo è l’apertura della campagna abbonamenti.

«Ci sta lavorando mio figlio con lo staff. Manca qualche dettaglio, ma lo definiremo al mio rientro. Faremo delle proposte sensate e mi auguro una grande risposta dei tifosi. Il loro attaccamento sarebbe un segnale importante per la società».

Il secondo è la compagine azionaria: quando definirete il nuovo assetto?

«La prima settimana di giugno. Ma non ci sono problemi. Budget e programmi sono già stati tracciati, resta solo da capire chi vorrà restare o meno in società».

Ultimo aspetto, lo stadio. A quando il tavolo con le istituzioni, promesso nel corso della sua visita a Palazzo Moroni?

«A metà giugno. Aspettiamo anche il nuovo presidente della Camera di Commercio e poi ci siederemo tutti assieme. Non bisogna avere fretta, servono analisi e riflessioni perché si parla di investimenti da diversi milioni di euro».

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