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«Padova e Lecce su con merito»

Il ds Meluso rivive i suoi trascorsi in biancoscudato e parla della Supercoppa: «Ci proveremo, ma...»

PADOVA. Il destino, come spesso gli capita, riserva incroci molto particolari. L’ultima partita della trionfale stagione biancoscudata sarà giocata contro il Lecce e metterà in palio sabato prossimo al “Via del Mare” la Supercoppa di Serie C. E proprio nell’anno in cui riconquista la Serie B, il Padova ritrova per la prima volta da avversario il direttore sportivo che aveva conquistato la precedente promozione tra i cadetti. Senza, però, potersela gustare un momento. Il ds del Lecce è infatt ...

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PADOVA. Il destino, come spesso gli capita, riserva incroci molto particolari. L’ultima partita della trionfale stagione biancoscudata sarà giocata contro il Lecce e metterà in palio sabato prossimo al “Via del Mare” la Supercoppa di Serie C. E proprio nell’anno in cui riconquista la Serie B, il Padova ritrova per la prima volta da avversario il direttore sportivo che aveva conquistato la precedente promozione tra i cadetti. Senza, però, potersela gustare un momento. Il ds del Lecce è infatti Mauro Meluso, che si è seduto dietro la scrivania di viale Rocco dal 2006 al gennaio 2009, quando venne licenziato dal presidente Cestaro. «E cinque mesi dopo la squadra che avevo costruito vinse i playoff», sottolinea oggi. «Vinsi il campionato, ma mi fu tolta la possibilità di festeggiare e per me resta un grande rammarico. Quella squadra era il frutto del mio lavoro e all’epoca ci rimasi molto male. Ma alla fine Cestaro fu un signore, pochi giorni dopo la promozione mi chiamò per ringraziarmi».

E anche con la piazza padovana il rapporto è rimasto ottimo.

«Conservo un feeling particolare con i biancoscudati. Nel 2011, per esempio, andai a vedere una partita di pre-campionato della squadra di Calori, in ritiro, e mi nascosi. Ma qualcuno mi notò e alcuni tifosi mi dedicarono anche un coro. Mi fece molto piacere, vuol dire che sotto l’aspetto umano ho lasciato qualcosa».

Dopo l’esperienza di Padova ha fatto tanta altra gavetta in Serie C, prima di trovare finalmente la B al termine di questa stagione con il Lecce.

«È come se si fosse chiuso un cerchio, coinciso anche con la promozione del Padova. Ho provato una soddisfazione enorme, sono stati giorni di grande gioia, ma adesso sono già proiettato al futuro. Devo voltare pagina e cercare di progredire ancora con il Lecce. L’anno prossimo mi farà molto piacere tornare a Padova, con la serenità di chi si è finalmente levato di torno l’inferno della C. Una categoria che né Lecce né Padova meritavano».

L’artefice del trionfo biancoscudato è stato Giorgio Zamuner, con il quale lei ha un ottimo rapporto.

«Legame iniziato quando ancora Zamuner era un brillante procuratore e mi fece acquistare un giovane di belle speranze, Andrea Bovo. Adesso che ha cambiato mestiere, ha dimostrato di avere grande stoffa, sia a Pordenone che vincendo subito con il Padova. Devo fargli tanti complimenti. Anche se, secondo me, il girone B era meno difficile del nostro».

Eppure il Padova ha schiantato il Livorno (contro cui voi avete perso) ed è a un passo dalla vittoria della Supercoppa, a meno che il Lecce non faccia il... miracolo sabato, vincendo con 4 gol di scarto.

«Vero. Noi cercheremo di onorare il trofeo anche per rispetto dei nostri tifosi e daremo tutto. Ma è inevitabile che, una volta raggiunto l’obiettivo del campionato, abbiamo staccato un po’ la spina. E poi è difficile riaccenderla».

La squadra. Ieri i biancoscudati sono tornati alla Guizza in vista dell’ultima settimana di allenamenti. Difficilmente Bisoli recupererà gli infortunati e così resteranno ancora ai box Guidone, Mandorlini, Gliozzi, Madonna e Mazzocco. Si allena ancora a parte per un problema muscolare anche Zambataro, le cui condizioni verranno valutate in questi giorni. Questa settimana sedute fissate sempre al Centro Geremia alle 16 e partenza per Lecce nel primo pomeriggio di venerdì. Dopo la gara di Supercoppa, scatterà immediatamente il “rompete le righe”.

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