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Citta, buon Pro ti faccia. Playoff sabato 26 a Bari

Partita brutta al Tombolato per 45’, poi Vercelli resta in 10. Rigore di Kouamé e gol di Bartolomei

CITTADELLA. Settimo a quota 66 punti, con un bilancio di 18 vittorie, 12 pareggi e altrettante sconfitte. Il Cittadella chiude il campionato - il secondo dopo il ritorno fra i cadetti - con un altro risultato straordinario, i playoff centrati per la seconda volta di fila, una posizione in meno rispetto a dodici mesi fa, ma tre lunghezze in più. I granata di Venturato restano dietro Venezia e Bari, un punto appena sotto, senza riuscire a sovvertire quello che, alla vigilia, si preannunciava c ...

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CITTADELLA. Settimo a quota 66 punti, con un bilancio di 18 vittorie, 12 pareggi e altrettante sconfitte. Il Cittadella chiude il campionato - il secondo dopo il ritorno fra i cadetti - con un altro risultato straordinario, i playoff centrati per la seconda volta di fila, una posizione in meno rispetto a dodici mesi fa, ma tre lunghezze in più. I granata di Venturato restano dietro Venezia e Bari, un punto appena sotto, senza riuscire a sovvertire quello che, alla vigilia, si preannunciava come l’epilogo più scontato. Ed ecco allora definito l’avversario di sabato 26: il Bari di Grosso. Teatro della sfida (ore 18) il maestoso stadio San Nicola. Ci vorrà l’impresa perché, regolamento alla mano, i biancorossi pugliesi possono giocare per due risultati utili su tre, in virtù del fatto che hanno terminato il torneo sesti: quindi, una vittoria o un pareggio. Il Citta avrà, invece, solo il successo come possibile sbocco alla sua volontà di andare avanti e coltivare il sogno della Serie A. Per la cronaca, con il Bari è finita 4-2 all’andata e 0-0 al ritorno. Insomma, un osso durissimo.

Partita scialba. L’atto conclusivo di un campionato comunque da inorniciare vede l’ennesima “rivoluzione” di Venturato, con cambiamenti in tutti i settori: Paleari in porta al posto di Alfonso, Pelagatti centrale accanto a Varnier, con Adorni riportato in panchina, Lora (e non Settembrini)a centrocampo, Chiaretti preferito a Schenetti sulla trequarti, e Arrighini vicino a Kouamé sul fronte offensivo. Ai piemontesi, senza 4 titolari, importa solo fare bella figura, visto che sono matematicamente retrocessi sabato scorso.

Il timore di assistere ad un primo tempo dai ritmi lenti e compassati, giocato al piccolo trotto e senza grandi stimoli, viene purtroppo confermato dal campo, dove la figura migliore la fa la squadra del neo-allenatore Grieco, subentrato a Grassadonia in un tourbillon di tecnici che ha finito per frastornare gli stessi giocatori. Il Citta, senza un vero faro a centrocampo come Iori, tenuto prudenzialmente a riposo insieme a Vido per un fastidio al polpaccio, fatica a sviluppare la solita manovra, e a parte un paio di occasioni in mischia create davanti alla porta di Pigliacelli (Salvi al 5’, Pasa al 31’) non va. Kouamé si esibisce in una rovesciata spettacolare (ma con pallone alto), al 32’, mentre i bianchi piemontesi arrivano al limite dell’area padovana con una certa facilità, anche se poi non finalizzano come dovrebbero (rasoterra di Ghiglione neutralizzato facilmente da Paleari, 9’, e colpo di testa fuori bersaglio di Morra, su punizione di Mammarella, 26’).

E arriva la... sveglia. La ripresa, com’è accaduto tante volte in questa stagione, porta l’auspicata metamorfosi granata. Il Citta gioca (un po’) meglio, spinge di più lungo le corsie esterne e con fraseggi bassi e veloci prova a sgretolare la rocciosa retroguardia ospite. Dopo un paio di incursioni di Salvi, che costringono Pigliacelli agli... straordinari (14’ e 16’), la pressione aumenta e per la Pro, che sin lì ha retto bene, senza grossi spaventi, i pericoli aumentano. Insomma, i granata si vogliono congedare al meglio dai loro tifosi e ci mettono maggiore determinazione.

Alcibiade, che gomitata! Poi, come sempre, a decidere è un episodio, e protagonista della scelleratezza della serata è il difensore piemontese Alcibiade, che su angolo di Bartolomei rifila una gomitata in pieno volto a Pelagatti, stendendolo sotto gli occhi dell’arbitro. “Rosso” diretto, Pro Vercelli in 10, e rigore per il Citta, che Kouamé trasforma con un tiro angolato, sulla destra del portiere (27’). Undicesimo sigillo personale per l’ivoriano. Passano solo sei minuti e i padroni di casa chiudono i conti, con Bartolomei, che di piatto destro, al volo, scaraventa il pallone nel sacco poco oltre l’area piccola, dopo che un tiro di Kouamé, rimpallato da Gozzi, aveva fatto impennare la sfera, indirizzandola proprio dalla parte del centrocampista toscano.

«Citta contro tutto e tutti», «Continuate a farci sognare» è scritto su due striscioni in Tribuna Est. Già, bisogna battere anche i poteri forti, perché il Bari è stato chiaramente favorito da una giustizia sportiva che fa acqua. Dovrebbe essere penalizzato già in quest’annata, invece potrebbe esserlo nella prossima. E dunque gode del... privilegio di giocare lo spareggio in casa. No, non ci siamo proprio.

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