Stadio, il Padova apre un tavolo alle istituzioni

Nuovo impianto di proprietà o restyling dell’Euganeo? «Si decida in fretta»

PADOVA. Una tavola rotonda alla quale parteciperanno Comune, Calcio Padova e le principali istituzioni cittadine di industriali e commercianti, per discutere concretamente sulla questione stadio. Questa la proposta lanciata ieri mattina a Palazzo Moroni dal presidente biancoscudato Roberto Bonetto e subito accolta dal sindaco Sergio Giordani e dall’assessore allo sport Diego Bonavina.

Nel giro di una ventina di giorni dovrebbe andare in scena l’incontro, prima tappa di un iter (si spera non troppo lungo) per studiare la fattibilità finanziaria del progetto di costruzione di un nuovo stadio. Anche perché, entro l’estate, le due parti, Comune e società, vogliono avere le idee chiare per capire che direzione prendere. Il sindaco aspetta che Bonetto gli dia una risposta entro un paio di mesi sulla concretezza di un progetto di costruzione di un nuovo stadio.

Nel caso in cui la risposta fosse affermativa, i soldi in arrivo dal governo e destinati al restyling dell’Euganeo andrebbero ovviamente spesi in un altro modo. Altrimenti i due milioni del bando per le periferie, che al momento sono congelati per lo stallo governativo, ma che dovrebbero essere erogati nei prossimi mesi, serviranno per finanziare il progetto di Bonavina: avvicinamento e copertura della Curva sud e realizzazione di una quinta mobile per rendere più accogliente l’Euganeo.


«Ma sarebbe solo il primo stralcio di un lavoro di abbellimento dell’impianto di viale Rocco», si è affrettato a precisare l’assessore allo sport, nel corso della cerimonia di premiazione della società biancoscudata andata in scena ieri. Esaurite le formalità e i brindisi di rito, l’occasione si è trasformata in un nuovo confronto pubblico sul tema stadio. Ed è apparso chiaro che il progetto di restyling lanciato dal Comune qualche mese fa rappresenta l’opzione B nel caso in cui la società biancoscudata non facesse quadrare i conti per la realizzazione di un impianto nuovo. «Conto molto sul progetto di Bonetto», ha spiegato il sindaco Giordani.

«Siamo in piena sintonia con la società e se dovesse andare il porto il piano del presidente saremo i primi ad esserne felici. Il Comune ha il dovere di pensare alla città. Il Padova per me è importantissimo, magari avessimo i soldi per costruire uno stadio nuovo, ma il futuro sono gli impianti di proprietà. I fischi dei tifosi? Mi dispiacciono ma me li aspettavo e non mi fanno cambiare idea»

Ma qual è questo progetto di Bonetto? Diverso rispetto a quello presentato due anni fa al sindaco Bitonci e poi accantonato per i costi troppo elevati, vicini agli 80 milioni di euro. In questo caso si parla di uno stadio da 18-20mila posti con costi che si aggirerebbero sui 30 milioni. Ed è qui che si gioca la vera partita: «La cosa più importante è far quadrare tutto dal punto di vista economico e finanziario», spiega il presidente biancoscudato.

«Se i ricavi dello stadio copriranno i costi, il progetto può stare in piedi. Ovviamente non cerchiamo soldi pubblici ma conto che l’amministrazione possa aiutarci ad aggregare la città sul tema». Escluso che si realizzi un centro commerciale attorno allo stadio, l’ipotesi è un’altra: «L’idea è quella di realizzare un parco a tema sportivo. Su questo abbiamo avuto l’ok di massima del Comune. Dobbiamo trovare le realtà interessate, come palestre o centri medici e anche attività legate al sociale. Poi penso all’azionariato popolare, che ci permetterebbe di vendere posti a sedere in cambio di abbonamenti pluriennali. Io ci credo e sono fiducioso. Se ognuno di noi ne è convinto possiamo risolvere questo annoso problema. Non posso pensare che Padova non sia in grado di costruirsi uno stadio».

Si è parlato infine della costruzione di un centro di allenamento di fronte allo stadio, il cui progetto dovrebbe essere vicino alla conclusione: «È una priorità e la stiamo definendo. Ci saranno 7 campi da calcio, la foresteria e la nuova sede societaria».
 

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