Schenetti, il valore aggiunto del Citta

I suoi 7 gol hanno contribuito a spingere la squadra ai playoff per il secondo anno di fila. «Ma certi errori vanno eliminati»

CITTADELLA. Uno dei precetti che Roberto Venturato ripete più spesso è che «bisogna sempre fare qualcosa di più». Ebbene, Andrea Schenetti ha preso alla lettera il suo allenatore. Ed è anche per questo motivo se è diventato un punto di riferimento assoluto nel Cittadella, approdato per il secondo anno consecutivo ai playoff. Mai prima d’ora Schenetti aveva segnato 7 gol in una sola stagione. Merito - anche - della posizione più avanzata in campo, considerato che ormai viene quasi sempre schierato da trequartista. Ma merito pure della sua intelligenza tattica, che lo porta sempre a muoversi con profitto tra le linee avversarie. «Il gol, stavolta, è stato facile, perché sono stati bravi Kouamé e Vido a lavorare all’esterno, creando una grossa opportunità. Io mi sono limitato a crederci ed a seguire l’azione, ritrovandomi una palla che doveva essere solo spinta in rete», afferma l’ex centrocampista della Primavera del Milan. «Essere arrivato a quota 7 è una bella soddisfazione, certo sarei stato più contento se la rete avesse portato i 3 punti. Non posso essere del tutto soddisfatto, perché ho avuto un’occasione importante già all’inizio e avrei potuto segnare subito, cambiando il corso della partita. Ci ho riprovato anche nel secondo tempo, con quel tiro a giro che, se fosse entrato, sarebbe stato un gol decisamente più bello…»

Con una vittoria avreste mantenuto accesa la speranza, per quanto esile, di agguantare il secondo posto.


«Già, ed è un peccato, perché ci credevamo. L’amarezza c’è, inutile nasconderlo, ma c’è anche l’entusiasmo per aver raggiunto questi playoff. Ora l’obiettivo è comunque quello di portare a casa tutti e 6 i punti a disposizione, perché vogliamo presentarci agli spareggi nella migliore posizione possibile. E il quarto posto non sarà facile da ottenere, ma è comunque ancora a tiro».

Lei ha preferenze su chi affrontare? Fosse finito oggi il torneo, nel primo turno ve la vedreste con il Bari al San Nicola, uno dei clienti peggiori per voi, ricordando il ko per 4-2 del girone d’andata.

«Sinceramente no, perché tra Frosinone, Palermo, Parma, Venezia, Bari e Perugia, comunque pescheremmo una squadra che conosciamo e che ha qualità».

Chiunque avrete di fronte, dovrete limitare gli errori: sabato vi siete trovati due volte in vantaggio e in entrambe le occasioni vi siete fatti sorprendere subito.

«Siamo stati ingenui, serviva essere più attenti. Abbiamo accusato blackout che ci portiamo avanti da diverso tempo e che ancora non siamo riusciti ad eliminare. Dobbiamo lavorarci sia a livello individuale che di squadra. È una questione, prima di tutto, di attenzione, e adesso che avremo davanti partite da dentro o fuori conterà ancora di più alzare la soglia, perché certi errori rischiano di costare ancora di più».

Servirà arrivarci al meglio della condizione, cosa che non vi è riuscita l’anno scorso. E sarebbe molto utile poter contare sul suo amico Scaglia, che, invece, rischia di non esserci.

«Arrivarci fisicamente al top è fondamentale, stiamo lavorando proprio con questo scopo. L’uscita dal campo di “Pippo” ci preoccupa, sono andato subito a parlargli, ma neanche lui può valutare l’entità dell’infortunio prima degli esami. Sembra una piccola distorsione, speriamo sia solo questo e niente di più».

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