Un Padova bello... Candido mette alla frusta la Regia

Segna Cianci, ristabilisce l’equilibrio l’ex Bassano. Secondo tempo a senso unico

INVIATO A REGGIO EMILIA. Il Padova tocca quota 60, centra il dodicesimo pareggio stagionale (terzo 1-1 di fila) e, quel che è più significativo, relega la Reggiana, considerata sino alla settimana scorsa la più pericolosa delle concorrenti dirette nella corsa alla Serie B, alla distanza... siderale di - 8 dalla vetta, costringendola a dividere la seconda piazza con Sambenedettese (sconfitta in casa 0-1 dall’Albinoleffe) e Alto Adige (vittorioso a Ravenna), ma di fatto quarta per la differenza-reti legata agli scontri diretti (tutt’e tre hanno 5 punti nella classifica avulsa, ma i marchigiani sono a + 1 tra gol fatti e subìti, gli altoatesini a 0 e gli emiliani a - 1).

Da una partita priva di grandi stimoli, visto che il verdetto del successo in campionato per i biancoscudati era arrivato lunedì scorso davanti alla tv, scaturisce una risposta ancora una volta positiva da parte del gruppo di Bisoli, che puoi rivoltare come una frittata in pentola, cambiandone gli ingredienti di base (leggasi utilizzo di diversi panchinari), senza tuttavia modificarne la sostanza, quella di un prodotto (calcio) buono, caratterialmente di spessore, in grado di soddisfare le pretese di un ambiente che tiene giustamente a chiudere in modo regale. E affrontando proprio la... Regia, quale miglior occasione per dimostrare che il salto tra i cadetti è stato conquistato proprio dai più forti e continui nella stagione? Per l’occasione, il tecnico si è inventato un’altra formula tattica, il “4-2-3-1”, con Capello sulla linea dei trequartisti (a destra Fabris, a sinistra Sarno) dietro l’unica punta, l’ex (fischiatissimo dai suoi vecchi tifosi) Guidone. In mezzo due playmaker come Mandorlini e Bellemo, piedi buoni entrambi e capacità notevole di rilancio dell’azione.


Infortunio a Guidone, Cianci-gol. Per 25’ non succede nulla, se non una girata di Cianci alta, su verticalizzazione di Vignali (7’), poi Guidone prende una botta ad una coscia ed è costretto a lasciare. Addio esperimento, si torna al “4-3-1-2”, con Sarno dietro a Capello e Candido. Il bomber bolognese sfiora appena, liberissimo nell’area piccola, una palla d’oro crossatagli da Zambataro (31’), e pochi minuti dopo, improvviso, ecco il vantaggio dei padroni di casa: bel lancio da sinistra di Bobb (uno dei tanti “ex” di sponda granata, gli altri tre Facchin, Bovo ed Altinier), taglio perfetto di Cianci, che in allungo “brucia” sullo scatto Ravanelli e infila di sinistro Merelli con un preciso pallonetto (35’). Il Padova è con la testa ancora ai festeggiamenti d’inizio settimana e punge poco o nulla, nonostante il gran daffare di Sarno.

Altra musica nei secondi 45’. Come è capitato spesso, tra febbraio ed aprile, i biancoscudati cambiano pelle, e musica, dopo il riposo. Bisoli si gioca le carte Mazzocco e Cisco e la squadra si scuote, stringendo d’assedio la metà campo granata. A parte un sinistro da brividi di Cattaneo, che sibila di poco a lato del palo della porta di Merelli (5’), la Reggiana non produce altro. Il Padova si vede annullare l’1-1 di Mazzocco in tuffo di testa, per fuorigioco dello stesso centrocampista, sugli sviluppi di una punizione di Sarno (14’), poi fallisce clamorosamente il pari con lo stesso napoletano, favorito da un errato rinvio di Facchin e lesto a scaricare un rasoterra a colpo sicuro che si perde d’un soffio sul fondo (22’), sino a raggiungere meritatamente il pari con Candido, che da fuori area mira all’angolo e lo trova con la complicità di Genevier, la cui deviazione mette fuori causa Facchin (26’).

Rigore negato. Bellemo sbaglia e serve Cesarini, che impegna severamente Merelli in tuffo (28’), ma è l’ultimo sussulto emiliano. I 20’ che restano vedono solo la capolista in campo, che sfiora il 2-1 con Sarno (29’), reclamando poi un rigore (che sembra esserci) per un contatto in area fra Genevier e Cisco (35’). Il baby classe 1998 è scatenato, semina il panico nella retroguardia avversaria, peccato che la mira non lo assecondi e, in un caso, perda troppo tempo. Poi l’arbitro Camplone (già, quello dello scorso anno nello stesso stadio...) lo ammonisce per simulazione (45’). Finisce con i biancoscudati in avanti, e la festa sotto la curva degli 800 tifosi arrivati dal Veneto, a cui i giocatori lanciano le loro magliette.

Tutti allo stadio e in piazza. Domenica 6 maggio ci sarà la passerella finale, contro il Gubbio. Prima all’Euganeo (ore 17), poi in piazza della Frutta. E chissà che siano in tanti a fare da ala al pullman della squadra, perché è l’intera città chiamata a cantare e gioire per il Biancoscudo, tornato grande.

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