«Il gol è mio e non voglio più fermarmi»

Kouamé: «Finalmente in doppia cifra, ma il primo pensiero è per la squadra» 

CITTADELLA. «Il gol è mio! Sul cross di Benedetti il difensore del Foggia (Camporese, ndr) l’ha toccata dopo, ma la deviazione decisiva era mia». Christian Kouamé ci tiene a mettere i puntini sulle “i”. Che, da attaccante di razza, voglia sciogliere qualsiasi dubbio sulla paternità della rete è più che comprensibile. Intanto perché non andava a bersaglio dalla gara con il Pescara dello scorso 3 marzo, quasi due mesi fa, troppi per lui. E poi perché non parliamo di una rete qualsiasi, ma della numero 10 della sua stagione.

«Finalmente sono in doppia cifra e ora non voglio fermarmi, perché segnare è il mio dovere e ci sono ancora diversi incontri davanti per continuare a farlo. Poi se invece che i gol arrivano gli assist, va bene lo stesso: io devo pensare soprattutto alla squadra. Cosa mi ha detto mister Venturato prima della partita? “Christian, devi lottare su tutti i palloni”. E io ho pensato: se me lo chiede il mister significa che devo farlo sul serio. E così è stato, ho lottato sempre».


Lo racconta con un candore squisito, Christian, ed è anche per via di questa sua naturalezza se è diventato l’idolo dei tifosi granata. In fondo la sua voglia di giocare è rimasta la stessa di quando, ragazzino, tirava calci ad Abidjan. Un aneddoto, che ogni tanto racconta, la dice lunga: «Mancavano pochi giorni alla mia partenza per l’Italia e c’era una finale di quartiere che volevo giocare assolutamente. Papà si arrabbiò: “Tu non giochi, rischi di farti male e poi non puoi più partire”. Io sono andato lo stesso, di nascosto. Lui l’ha saputo, è entrato in campo e davanti a tutti mi ha portato fuori sotto braccio. È finita che ho giocato lo stesso, perché era presente anche il signore che mi aveva organizzato i provini, e lo ha fatto calmare. Quando sono tornato a casa gli ho portato la coppa e abbiamo fatto pace».

Ecco. Christian è rimasto quel ragazzino lì, anche se adesso si esibisce sui palcoscenici della Serie B. Per ora. Perché con quella granata o con addosso un’altra maglia, non è difficile immaginarselo una categoria più su. «Quando il mister dice che dobbiamo credere nella promozione diretta sono d’accordo con lui, perché siamo a -5 dalla seconda e ci sono 12 punti da assegnare: dobbiamo farne il più possibile per provare a salire subito o guadagnare comunque la miglior posizione. Arrivare terzi o quarti sarebbe utile per saltare un turno dei playoff», conferma lui. Che poi rivela: «In allenamento Vido mi dice che non gli passo mai la palla. Con il Foggia gliene ho date diverse e mi fa piacere che si sia sbloccato. Aveva segnato all’esordio e poi basta, si vedeva che stava cercando la porta con insistenza. Ora siamo tutti più contenti». Resta da vedere se ad Avellino Venturato li farà rifiatare. Ieri mattina chi ha giocato con i pugliesi ha svolto una seduta defaticante. Stamattina la rifinitura, poi le convocazioni e la partenza nel primo pomeriggio in aereo. Di sicuro Christian ha voglia di giocare. Come sempre.

(di.zil.)

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