«Il Citta sarà la mina vagante dei playoff»

L’ex Foscarini alla viglia dello scontro tra il suo Avellino e i granata: «Parma ha qualcosa in più, ma conterà la freschezza»

CITTADELLA. Claudio Foscarini avversario del Cittadella. Si fa persino fatica a pronunciarla, una frase del genere. Eppure è quello che accadrà fra poche ore, con la sfida all’ora di pranzo di domani fra l’Avellino - che il tecnico di Riese allena dallo scorso 3 aprile, quando ha rimpiazzato Walter Novellino - e la squadra granata. «Già, sembra strano anche a me. È la prima volta che lo affronto. Immagino sarò emozionato».

Non sono rimasti tantissimi suoi ex giocatori.


«Scaglia, Lora, Schenetti e Iori. Ma, più ancora che ai giocatori, penso alle persone che lavorano dietro le quinte e che sono la colonna portante della società: dirigenti, massaggiatori, magazzinieri… quelli che ho incontrato ogni giorno al campo per 10 anni. Sarà un piacere enorme riabbracciarli. Ancora adesso, il primo risultato che vado a controllare è quello del Citta».

Il dg Marchetti lo sente ancora, giusto?

«Certo. L’ultima volta ci siamo telefonati una ventina di giorni fa. Se anche si è interrotto il rapporto professionale, quello umano resta. E quando è iniziata questa mia nuova avventura, ad Avellino, è stato fra i primi a farmi l’in bocca al lupo».

Ecco, veniamo alla gara di domani, allora. Voi siete reduci dal pareggio di Carpi e con 41 punti sareste salvi, anche se il Novara, oggi ai playout, ne ha raccolti quanti voi. Il Citta è lanciatissimo dopo i convincenti successi su Salernitana e Foggia e insegue i suoi sogni di gloria. Firmerebbe per il pari?

«Siccome certe firme non si possono fare, preferisco non pensarci proprio. Il Citta ha ambizioni, ma noi abbiamo bisogno di punti. L’unico pronostico che posso fare è che… sarà una battaglia».

Ma lei se l’aspettava un Citta così in alto?

«Sorprende solo fino a un certo punto. Dopo la scorsa stagione ha chiaramente acquisito maggiore consapevolezza nei suoi mezzi e ha alzato ancora l’asticella. Nelle partite che ho visto ho notato una squadra brillante e, tolta la gara di Terni, quasi sempre tonica, anche quando non ha vinto. Ecco perché secondo me potrà essere la mina vagante ai playoff».

Chi leverebbe a Venturato, se potesse?

«Non c’è un solo nome da fare, il suo è un gruppo compatto: ha due ottimi portieri, una difesa sicura e un gioco molto particolare grazie a centrocampisti e ad attaccanti molto mobili, che non danno punti di riferimento. Però se proprio volete un nome dico Iori, il faro della manovra».

E l’Avellino, si aspettava di ritrovarlo così in difficoltà?

«No, ma la sua stagione ha preso una piega particolare tra infortuni e acciacchi in serie che hanno reso impossibile trovare continuità».

Domani vi mancherà una pedina preziosa come il difensore Marchizza, squalificato. Ci sarà un ampio turnover, visto che si gioca a poche ore di distanza dal turno precedente e che uno come Castaldo, ad esempio, a Carpi ha riposato?

«Quella di Marchizza è un’assenza pesante perché colpisce un reparto già carente. Il turnover sarà fatto soprattutto da Venturato, io non ho così tanti uomini. Castaldo? Qua mi chiedete la formazione! Vedremo…».

Allora cambiamo argomento: chi seguirà l’Empoli in Serie A?

«Secondo me il Parma ha qualcosa più degli altri a livello di organico. Poi è chiaro che Frosinone e Palermo sono attrezzate, ma ai playoff conteranno freschezza e capacità di assorbire la tensione. Ecco perché il Citta può essere la scheggia impazzita».

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