I veri “satanelli” sono quelli del Cittadella

Ripresa a tutto gas: travolto il Foggia. La Serie A diretta dista 5 punti

CITTADELLA. In due partite è cambiato di colpo tutto: perché vincendo a Salerno e bissando il successo dell’Arechi con quello di ieri pomeriggio contro il Foggia - ritorno ai tre punti in un colpo solo al Tombolato dopo quasi due mesi, l’ultima volta era stato il 2-0 al Pescara del 3 marzo - il Cittadella è rientrato in corsa per il massimo obiettivo possibile, la conquista della Serie A diretta. I playoff sono quasi assicurati, per la valenza del risultato nello “spareggio” con i pugliesi, ma anche perché dietro alla squadra di Stroppa, staccata ora di 7 lunghezze, il Carpi ha frenato, raggiunto dallo Spezia (ed entrambi si trovano a - 8 dai granata). La grossa novità, invece, è che si è creata una vera e propria ammucchiata in testa, dove, Empoli a parte, già salito meritatamente nella massima categoria, ci sono ben sette formazioni racchiuse nel fazzoletto di 5 punti e lottano tutte per andare su come seconde. E a quattro giornate dalla fine della stagione, con un piatto potenziale di 12 punti davanti, sognare non è precluso a nessuno, neppure a Iori & C.

Sedicesimo centro. Dieci vittorie in trasferta - un record - aveva raccolto sinora la squadra di Venturato e solo 5 in casa. Da ieri il conto va aggiornato a 6, con comprensibile soddisfazione per i tifosi, tornati ad esultare per un risultato finalmente gratificante e pesante ai fini proprio della posizione finale in classifica. L’avevamo presentata come in effetti era, una sfida in funzione dell’ultimo posto utile della zona spareggi, dove il Citta è dentro da sempre o quasi, mentre il Foggia, in grande ascesa negli ultimi due mesi, vi si era avvicinato sensibilmente. Il divario di 4 lunghezze tra padovani e “satanelli” registrato prima della gara lasciava presagire che, se i rossoneri (ieri in maglia bianca e con 800 supporter al seguito) avessero colto l’intera posta, la corsa all’ottava poltrona si sarebbe riaperta in modo clamoroso, a rischio proprio dei granata. Invece, il Citta non si è smarrito sul più bello, per un tempo ha dato come la sensazione di essere ricaduto negli errori, soprattutto sotto porta, che gli sono costati tanto in questi mesi, poi, però, nella ripresa si è ritrovato, aggiustando la mira, sbloccandosi e reagendo con un indomabile carattere dopo aver subìto il pareggio. Infine, ha allargato la forbice del punteggio, legittimando con i numeri la sua superiorità.


Quattro palle-gol sprecate. È finita come all’andata allo “Zaccheria” - era il 2 dicembre 2017 - ma le imprecazioni e le urla strozzate in gola del pubblico del Tombolato sono risuonate a lungo nell’intervallo, dopo 45’ in cui si è sprecato troppo. Almeno quattro nitide occasioni hanno mancato i granata, presentatisi in campo con una formazione diversa rispetto alle previsioni, figlia della “filosofia” del turnover imposto dal calendario (tre impegni in sette giorni, dopodomani alle 12.30 si giocherà ad Avellino), con Adorni difensore centrale a sorpresa (e Scaglia dirottato in panchina) e Lora preferito a Settembrini nel settore centrale. Quattro palle-gol capitate, nell’ordine: 1) a Schenetti, il cui tiro a colpo sicuro dopo che Vido era andato via sulla destra e aveva calciato dal fondo in porta, trovando l’opposizione di Noppert, veniva deviato stupendamente dall’estremo difensore ospite in angolo (10’); 2) a Vido, che, imbeccato da Kouamé, scoccava un bel diagonale, vedendosi neutralizzare la conclusione con le gambe dal “gigante” dei Paesi Bassi, salvatosi in corner (35’); 3) a Kouamé, servito in area piccola da Vido, che aveva rubato palla sulla sinistra a Calabresi, con l’ivoriano che trovava ancora nel “vice” di Guarna il baluardo capace di negargli l’1-0 (42’); 4) infine a Salvi, che di testa, solo soletto davanti a Noppert, metteva incredibilmente sul fondo, sugli sviluppi di una punizione battuta da Bartolomei (46’).

La mira aggiustata. Dopo l’intervallo, il Citta ha suonato lo spartito giusto, quello che gli è più congeniale. Ha rischiato subito su un bel sinistro di Mazzeo (che più avanti colpirà anche un palo, al 13’), vicino a sfiorare l’incrocio (1’), ma poi ha sbloccato il risultato con Kouamé, al decimo centro, lesto a raccogliere un cross di Benedetti e a toccare con il piede destro, accompagnando il pallone verso la porta vuota, dove poi la deviazione finale è stata di Camporese (2’). Il Foggia ha rimesso la gara in equilibrio con Deli, che, servito da Floriano, ha evitato Lora e piazzato un sinistro pregevole nell’angolo più lontano (17’), ma è crollato sotto la spinta decisa ed arrabbiata dei granata, che in 2 minuti sono tornati davanti, con Schenetti, bravo a colpire di destro su girata-assist di Vido dall’area piccola dopo una rimessa laterale di Salvi (19’). Il tris è giunto al 31’, con Kouamé che ha liberato in area Vido, il quale ha scaricato un gran destro fra palo e portiere.

E adesso la sfida con il grande “ex” Foscarini, ad Avellino. La Campania porta bene, bisogna insistere. E chissà che davvero non ci scappi alla fine la “sorpresona”.

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