Il Padova si gioca il match point

Serie C. Con la Fermana è il primo di tre di fila. Se si vince, promozione sicura. Contessa in panca

PADOVA. Il grande giorno è arrivato ed è una data che potrebbe restare per sempre impressa nella storia biancoscudata. Vincendo questo pomeriggio in casa della Fermana, il Padova conquisterebbe la matematica promozione in Serie B alla terz’ultima giornata di campionato, senza aver bisogno di guardare i risultati delle rivali. E sarebbe una delle imprese maggiori dell’ultracentenaria storia del Biancoscudo. Non c’è bisogno di avere la memoria lunga, infatti, per ricordare che meno di 4 anni fa il club era sparito, sotterrato dai disastri delle gestioni Cestaro e Penocchio, che portarono alla mancata iscrizione in Lega Pro dell’estate 2014. Il Padova ripartì da zero, dalla Serie D, con una proprietà tutta padovana formata da Giuseppe Bergamin e Roberto Bonetto, che riuscì a ritrovare il calcio professionistico alla prima stagione. Al terzo anno di Serie C il solo Bonetto ha preso in mano la maggioranza e sta per coronare il progetto auspicato il giorno della rifondazione. E sarebbe un’impresa, anche perché l’ultima vittoria di un campionato di Terza serie risale alla stagione 1936/37. Tutte le altre volte il Padova ha conquistato la promozione in B o arrivando secondo, quando non c’erano i playoff, o vincendo gli spareggi, come l’ultima volta a Busto Arsizio.

Lo scenario. Per centrare la Serie B, in ogni caso, mancano gli ultimi tre punti e bisogna pur sempre conquistarli, a partire da oggi a Fermo. Con qualsiasi altro risultato il Padova non potrebbe festeggiare, considerato il nuovo impegno in posticipo della Reggiana, che giocherà domani sera a Bergamo contro l’Albinoleffe. I biancoscudati al momento hanno 6 punti di vantaggio sulla Sambenedettese e 7 sugli emiliani. Non è escluso, quindi, che, se la Samb non dovesse battere oggi il Pordenone e il Padova pareggiasse, la gara-chiave diventerebbe quella della Reggiana di domani sera, con i ragazzi di Bisoli nuovamente inchiodati davanti alla tv. Ma sono tutti calcoli da rinviare, eventualmente, a stasera. L’allenatore vuole chiuderla già oggi, anche se la squadra non arriva all’appuntamento clou nel suo momento migliore. Nelle ultime otto gare il Padova ha collezionato soltanto due vittorie, altrettante sconfitte e quattro pareggi. E in trasferta non va a segno da 208’.


La formazione. Anche a livello di giocatori qualche infortunio di troppo potrebbe costringere il tecnico a mettere in campo un undici un po’ rimaneggiato. Di sicuro non ci saranno i lungodegenti Madonna e Gliozzi, ai quali si è aggiunto anche capitan Pulzetti. Lo spezzone di gara giocato contro l’Albinoleffe non ha fatto bene ai muscoli del centrocampista, già affaticati da diverse settimane. Pulzetti non si è allenato per tutta la settimana e lo staff tecnico ha scelto di non rischiarlo, per evitare di perderlo sino a fine stagione. Una situazione simile è quella di Contessa. Il terzino ha rimediato una distorsione alla caviglia contro la Triestina e domenica scorsa ha giocato sotto infiltrazioni. Nei primi giorni della settimana quasi non riusciva a camminare, a Fermo ha provato a rientrare in gruppo, ma non sta bene e partirà quasi sicuramente dalla panchina. Al suo posto favorito Trevisan (rispetto all’acciaccato Zambataro), con Cappelletti e Ravanelli in mezzo e Salviato a destra nella ritrovata difesa a 4. In mezzo potrebbe avere una nuova chance Mazzocco, con Belingheri favorito nel ruolo di trequartista dietro a Guidone e Capello.

«In ritiro si respira un clima di grande concentrazione», le parole di ieri del d.g. Giorgio Zamuner. «Siamo consapevoli dell’importanza della partita, delle difficoltà che potremo incontrare, ma anche di cosa può succedere in caso di vittoria. Io sto provando le stesse sensazioni che provavo da giocatore alla vigilia di gare decisive. C’è il giusto mix tra tensione, adrenalina e la voglia di scrivere una pagina indelebile nella storia di questa gloriosa società».

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