Il Citta si ritrova, il pari vale oro

Paleari (al posto di Alfonso) salva sei volte la propria porta, ma i granata meritano il punto

INVIATO A PARMA. Nella serata forse più difficile del suo contraddittorio campionato, il Cittadella si ritrova e strappa al lanciatissimo Parma un punto che non sa affatto di usurpazione. È il nono pareggio su 35 partite, ma vale tanto. Perché interrompe una striscia negativa di risultati e perché, soprattutto, è figlio di una prestazione tutta anima e cuore, impregnata di sostanza per quanto riguarda la manovra e l’atteggiamento esibiti al cospetto degli emiliani, annunciati in stato di grazia. Grande protagonista Alberto Paleari, il portiere che già aveva fatto faville ad Empoli quando era stato chiamato a sostituire Alfonso. Ha salvato in almeno sei occasioni la porta dalla capitolazione. Peccato solo che sia mancato unn pizzico di cattiveria in attacco da parte dei granata, ma va bene così.

Meglio il Citta, ma niente gol. Rispetto a Terni, Venturato cambia parecchio: il portiere innanzitutto. Alfonso accusa un leggero fastidio muscolare nella rifinitura e il tecnico decide di lasciarlo in panchina, lanciando Paleari dal primo minuto. Questo spiega la convocazione di Vettorel, l’estremo difensore della Primavera. Dietro la difesa è quella prevista, mentre in mezzo c’è Pasa insieme a Iori (a cui l’allenatore non rinuncia, ritenendolo troppo importante) e Settembrini, mentre in attacco la coppia è Arrighini-Strizzolo, con i due giovani Kouamé-Vido, che male avevano fatto in Umbria, confinati tra le riserve. Bocciato anche Chiaretti, già sacrificato una settimana fa dopo l’espulsione di Scaglia.


Il Tardini presenta un colpo d’occhio maestoso, l’obiettivo Serie A diretta si è materializzato grazie alle 6 vittorie conquistate nelle ultime 7 partite. Il Citta, però, non può più permettersi passi falsi, ha collezionato solo 2 pareggi in 5 giornate ed è reduce da tre sconfitte di fila. In più, il successo del Foggia sull’Ascoli ha spinto i pugliesi a ridosso dei granata, che hanno assolutamente bisogno di fare risultato, per non rischiare di uscire dai playoff.

La sintesi dei primi 45’ è presto fatta: meglio Iori & C., che comandano a lungo il gioco, ma le palle-gol più imporftanti capitano ai loro avversari, se è vero che Calaiò fallisce per due volte l’opportunità dell’1-0. Il fatto è che, pur esprimendo un calcio di qualità, armonico e piacevole a vedersi, l’undici di Venturato non è concreto come ci si aspetterebbe: un paio di conclusioni di Schenetti sono troppo... morbide per Frattali, mentre quando riescono a penetrare in area, i padovani cincischiano troppo, facendosi murare i tiri diretti al bersaglio. Come con Arrighini e Strizzolo (24’), o con Settembrini, il cui sinistro è troppo centrale (33’), e ancora con Strizzolo, che perde l’attimo fuggente (34’).

Grande Paleari. Il Parma fatica a trovare la penetrazione lungo le fasce, con Insigne e Di Gaudio limitati nel loro raggio d’azione, tuttavia si costruisce due palle-gol che il suo bomber per eccellenza, Calaiò, spreca a tu per tu con il portiere: sulla prima, un cross dalla sinistra di Di Gaudio, il centravanti non arriva a deviare in rete, in scivolata, il pallone (42’); sulla seconda, dagli sviluppi di un angolo battuto da Vacca, è strepitoso Paleari a respingerne, con il piede destro, la botta ravvicinata (45’).

Ancora super Paleari. Nella ripresa il Parma scatta dai blocchi fortissimo, crea due occasionissime con Gagliolo e Insigne, ma il portiere granata è superbo nell’opporsi, prima in tuffo poi con il corpo, alle conclusioni dei crociati (2’ e 5’). L’autentico “miracolo”, però, il numero uno lo compie su Di Gaudio, che calcia appena fuori l’area piccola a colpo sicuro, trovando il baluardo granata prontissimo a ribattere con le gambe (25’). Il Citta si fa vivo dalle parti di Frattali con Iori, il cui destro si perde a lato della porta di casa di 3-4 metri (6’) e con il neo-entrato Bartolomei, che chiama il portiere ad un intervento in due tempi (21’). Nel finale, concitatissimo, Vido ha la palla buona in area ma si vede rimpallato il tiro da 3 metri (48’), e Paleari vola ad intercettare una punizione “velenosa” di Calaiò (49’).

Il punto è d’oro, pesa tantissimo sul piano morale. Ma adesso con il Palermo, martedì sera al Tombolato, non bisogna sbagliare: vincere significherebbe ipotecare i playoff. E in una posizione migliore della settima attuale (anche se oggi giocano le altre).

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