Citta, devi ritrovarti in fretta

Serve una reazione dopo la batosta di Terni, la squadra ha raccolto due punti in cinque gare 

CITTADELLA. «Non voglio che passi l’idea di un Cittadella che si accontenta, questa classifica non deve essere un “cuscinetto” ma uno stimolo». Alla luce del tonfo allo stadio Liberati viene da ripensare alle parole pronunciate da Roberto Venturato prima della trasferta. Il tecnico granata aveva subito precisato che il messaggio non era rivolto ai giocatori ma a tutto l’ambiente. A voler essere maliziosi, viene però da pensare che avesse avvertito qualche segnale di rilassamento anche all’interno del gruppo. Di fatto, la contro-prestazione offerta in casa della Ternana avvalora questa tesi. In vantaggio alla prima vera occasione avuta con il rigore trasformato da Iori, il Citta non ha saputo approfittare dell’occasione contro un avversario all’ultimissima spiaggia. E bene ha fatto Venturato, nel dopo partita, a non rifugiarsi negli episodi che hanno indirizzato la gara (a partire dal secondo giallo costato l’espulsione a Scaglia, con Montalto che ha sicuramente fatto tutto il possibile per spingere l’arbitro ad allontanare il difensore, comunque molto ingenuo nell’occasione). Dopo un 5-1 in casa dell’ultima in classifica è più produttivo guardare in faccia la realtà di un Cittadella smarrito.

I numeri del crollo. Quella di Terni è la più pesante sconfitta della gestione Venturato, che mai prima d’ora aveva visto la sua squadra fare i conti con una “manita”. Non solo, per la prima volta il Citta ha perso tre gare di fila in questo torneo. Un filotto di 3 ko in serie è invece arrivato due volte l’anno scorso, tra l’ottava e la decima giornata e tra la sedicesima e la diciottesima. Ma proprio il confronto con la passata stagione torna a mettersi in negativo, perché al 34° turno i punti raccolti erano 51 contro i 50 attuali. Era e resta una squadra che raramente conosce le mezze misure (15 vittorie, 13 sconfitte e solo 6 pareggi dodici mesi fa, 14 vittorie, 12 sconfitte e 8 pareggi adesso) e che subisce più gol delle dirette concorrenti. Oggi sono 43, nessuna delle rivali in zona playoff ne ha subite di più.


Ragioni tecniche e psicologiche. Alcune tipologie di gol, poi, tornano con preoccupante frequenza. Scaglia & C. hanno sempre sofferto le squadre chiuse e che puntano su velocità e ripartenze (e il Parma, prossimo avversario, è maestro in questo). Ma sono tornati a distrarsi anche sui calci da fermo: vedere per credere come Favalli e poi Montalto abbiano potuto colpire indisturbati il pallone di testa in occasione dell’1-1 umbro. Siccome la fase difensiva parte dall’attacco non deve sfuggire come Kouamé e Vido fatichino a tenere il pallone e a far salire la squadra, mentre alcuni infortuni (in primis quello di un combattente come Bartolomei) hanno tolto alternative e freschezza. Resta infine una constatazione: il filotto negativo (sono 2 i punti raccolti nelle ultime 5 giornate) è iniziato quando si cominciava a sognare la possibile promozione diretta. Lo ha confermato lo stesso Venturato: «Pochi dei nostri calciatori sono abituati a giocare a questi livelli». Già, la pressione può avere avuto il suo peso. Resta, tuttavia, un’ultima considerazione: questa stessa squadra ha mostrato di saper esprimere un signor calcio. E ha tutte le qualità per ripartire e confermarsi in zona playoff.

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