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Lampo di Lonardi la Popolarissima è sua

Cadute e nervosismo nell’ultimo tratto, secondo il padovano Fortin

di Mattia Toffoletto
2 minuti di lettura

TREVISO. La pioggia, sottile, ma traditrice, inizia a sferzare a 30 chilometri dalla fine. Le ripetute curve del circuito della Popolarissima di Treviso fanno drizzare le antenne, tutti cercano di portarsi davanti, il termometro del nervosismo impazzisce. E con l’asfalto viscido vanno a braccetto un paio di cadute, al penultimo giro e a 3 mila metri dallo striscione: il gruppo si rompe, le squadre perdono pezzi, possibili protagonisti saltano (la freccia della Trevigiani, Nicolas Tivani) o si ritrovano in una posizione di svantaggio (il grande favorito Moreno Marchetti e Filippo Fortin). Un finale ingarbugliato che però non ingarbuglia la Zalf e il suo velocista-principe Giovanni Lonardi. Con quel clima da classica del Nord, aggiungici il freddo pungente patito fin dalla partenza, il 21enne veronese fa le prove generali della Gand Under 23, che correrà in maglia azzurra domenica prossima, aggiudicandosi con una volata regale la Popolarissima numero 103. Un talento di sicura prospettiva per il secondo successo consecutivo del team castellano (dopo Filippo Calderaro) nell’internazionale firmata Uc Trevigiani. Uno scalpo prestigioso per un ragazzo che le proverà tutte quest’anno per salire al piano superiore. La Zalf s’era presa con autorevolezza la corsia sinistra, il tricolore Élite Gianluca Milani penultimo vagone e Leonardo Marchiori apripista. Concentrazione massima per evitare intoppi, una gestione degli ultimi chilometri da manuale. Così Lonardi, al secondo acuto nel 2018 dopo il Memorial Polese, mette nel sacco i principali pretendenti al festival primaverile (meteo a parte) degli uomini-jet. A partire dallo sprinter in cima al pronostico: Moreno Marchetti, tre centri in stagione, si ritrova solo soletto ai 400 metri (colpa più dell’epilogo elettrico o delle energie prosciugate dalla Petroli Hopplà nella caccia alle fughe?) e deve accontentarsi del settimo posto. Non sorride nemmeno l’altro padovano Filippo Fortin, 29 anni, ex pro’ con Type 1 e Bardiani, ora alla Continental Felbermayr: secondo, dopo una rimonta clamorosa (20° ai 200 metri) e con un cambio in panne (toccato nello scivolone ai meno 3 km). Terzo un sorpreso Nicolas Dalla Valle: il 21enne vicentino di Nove doveva tirare la volata a Enrico Zanoncello (13°), punta designata della Colpack-Marchiol, che però sul più bello si smarrisce.

L’Oscar della sfortuna va assegnato invece alla Trevigiani, che puntava a rivincere la classica di casa dopo tre anni (Rino Gasparrini 2015): nel capitombolo al penultimo giro, scivola il capitano Tivani (rientrerà, benché esaurito dallo sforzo) insieme ai compagni Floryan e Vargas. Rimane solo Fabio Mazzucco a supporto dello spagnolo Manuel Peñalver: impossibile chiedergli un miracolo, finisce 12°. Curiosità: nella “top five” trova posto il marocchino Galdoune della Gallina Colosio. La Popolarissima 2018 - 164 partenti, 25 squadre: fuori gioco allo start gli svizzeri della Iam, presenti con soli quattro atleti a dispetto della quota minima di cinque - è vissuta sugli oltre 100 km in avanscoperta di Matteo Donegà (Friuli) e Samuele Zoccarato (General Store). Poi il Team Friuli s’inventa una cronosquadre con Massimo Orlandi, Davide e Mattia Bais: evasi ai meno 37 km, inghiottiti a 7000 metri dalla fettuccia. E dalla gioia condita da lacrime di Lonardi.

Ordine d’arrivo: 1) Giovanni Lonardi (Zalf Euromobil) 174,7 km in 3h55’45”, media 44,462, 2) Filippo Fortin (Felbermayr), 3) Nicolas Dalla Valle (Colpack), 4) Nicolò Gozzi (Biesse Carrera Gavardo), 5) Ahmed Amine Galdoune (Mar, Gallina Colosio), 6) Luca Mozzato (Dimension Data), 7) Moreno Marchetti (Petroli Firenze Hopplà), 8) Davide Colnaghi (Pala Fenice), 9) Samuele Zambelli (Iseo), 10) Stefano Corti (Iseo).

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