Abano ed Este, tutto da rifare ma niente drammi

Serie D. Un punto dopo due gare per i neroverdi, zero per i giallorossi. Il pedaggio delle “linee verdi”

PADOVA. Tutto da rifare. In Serie D l’Este deve partire dallo “zero” in classifica per costruire una necessaria riscossa: un po’ perché capitan Lorello e compagni, sulla carta e sul campo (fra il match con il Delta Rovigo di Coppa Italia e il primo tempo con la Clodiense), hanno dimostrato di essere una big del girone C, un po’ perché due k.o. consecutivi nel periodo dei debutti possono scoraggiare i tanti giovani della rosa, poco abituati al peso del risultato.

In questo momento, dunque, meglio affidarsi al carattere e all’esperienza dei cosiddetti “senatori” . Fra questi c’è Damien Florian, attaccante che ha una bella carriera nei professionisti alle spalle e, dunque, un bagaglio di esperienza da trasmettere: «Domenica scorsa c’è stata un’involuzione nell’atteggiamento», afferma l’ex Renate. «Rispetto al primo tempo della partita con la Clodiense, in cui i nostri avversari non ci capivano più niente, con l’Adriese eravamo un po’ spenti. Abbiamo creato qualche occasione, certo, ma non c’era la stessa convinzione».

La classifica parla chiaro, l’Este - che domenica ospiterà l’Ambrosiana - deve ricominciare dal fanalino di coda, nonostante le ambizioni della società e della stessa squadra di Michele Florindo. «Non dobbiamo preoccuparci», prosegue Florian, «anche perché, se si inizia a cedere alla paura alla terza giornata, è meglio lasciar perdere il calcio e cambiare sport. È proprio questo che dobbiamo insegnare agli “under”: a non buttarsi giù dopo un risultato negativo».

Baby che ha pure (e in abbondanza) l’Abano di mister Franco Gabrieli, il quale domenica scorsa ha incassato un secco 0-2 dal Delta Rovigo. I neroverdi non sono riusciti a ripetere le prestazioni tutte cuore e arrembaggi di Arzignano e Motta di Livenza. «È mancata la reazione», spiega il capitano Davide Carteri, centrocampista già bandiera del Cittadella. «Sfortunatamente, in questo periodo prendiamo gol nelle prime battute di gioco e quando si ripetono queste situazioni è difficile impostare una rimonta, soprattutto contro squadre di una certa caratura».

Carteri, fra l’altro, con i suoi 34 anni è l’unico vero “vecio” della squadra: «La società ha programmato la stagione puntando ancora di più sui giovani», aggiunge il regista. «Questi ragazzi hanno bisogno di tempo per imparare che in prima squadra i risultati pesano e ci sono obiettivi da raggiungere. Già da domenica, contro la Calvi Noale, proveremo a riscattarci e a ripetere le ottime prestazioni delle prime uscite ufficiali. Ci vogliono soltanto più attenzione e cattiveria».

Francesco Vigato

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