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Filippo ora punta in alto «Il mio sogno è la Roubaix»

Ciclismo. Calderaro, vincitore della Popolarissima a Treviso, geometra e pescatore, si racconta: «Adoro le classiche e i miei idoli sono Sagan, Boonen e Cancellara»

di Mattia Toffoletto
2 minuti di lettura

FONTANIVA. Braccia alzate a Santa Maria di Piave nel 2015. Urrà a Vigonza nel 2016. Sigillo alla Popolarissima nel 2017. La consuetudine del successo annuale è già rispettata, ma il terzo centro da Under 23 potrebbe schiudergli nuove prospettive. Il festival dei velocisti domato indica a Filippo Calderaro la rotta per il salto di qualità. «È il risultato più importante della carriera, era da un po' che lo volevo», racconta il 20enne di Fontaniva, che ha riportato la Zalf sul primo gradino della Popolarissima dopo tre anni e l'acuto griffato Marini. Si è imposto con uno sprint regale, ma pare quasi sorpreso, un po' sbigottito. L'espressione tipica di chi non ha troppa confidenza con la gioia della vittoria. «Finalmente è riuscito a esprimere il suo valore. Va forte dalle prime gare, a Pianzano era caduto all’ultima curva», rimarca il direttore sportivo Gianni Faresin. La dedica è doppia, dettata dall'attualità e dalla coincidenza con il 19 marzo: «Il pensiero è per Remigio Zanatta, scomparso la settimana (che fu pure direttore sportivo di Faresin, ndr)», afferma Calderaro, alla Zalf dal 2016, «E poi, visto che era la festa del papà, a mio padre Luigi. In bici però m'ha portato nonno Angelo, grande appassionato».

Il "papà" di tanti campioni ricordato sul palco di viale d'Alviano a Treviso. Stefano, diesse alla Bardiani, avrà apprezzato. E chissà se avrà preso appunti su questo velocista padovano, capace di esaltarsi nelle volate di gruppo, ma di tenere pure sugli strappi. L'occhio da pistard allenato nelle categorie giovanili e un monumento che gli fa pulsare il cuore da sempre: «La corsa dei sogni è la Roubaix. Adoro le classiche, spero un giorno di correrla anch'io. I miei idoli sono Boonen, Sagan e Cancellara».

A Calderaro brillano gli occhi, mette giù tre nomi di peso per togliersi l'etichetta di "velocista puro", benché abbia vinto la corrida degli uomini jet. Ma restare ancorati al presente è fondamentale, così il padovano ricostruisce l'epilogo: «C'era paura per la presenza di un team pro e avversari più esperti, io ho pensato a dare il massimo e alla fine è andato tutto alla perfezione. Eravamo due punte, Bresciani si era un po' perso, così è toccato a me. Ringrazio i compagni per come mi hanno pilotato, dalle ultime due curve sono uscito in posizione ideale: Milani penultimo uomo, Bevilacqua apripista. Sono partito ai 250 metri, temevo di essere troppo lungo». Invece è arrivato il premio che lo spingerà a osare di più: «Sono al terzo anno, cercherò di cogliere più risultati possibili. Non ho obiettivi precisi, cercherò di far bene alla Bolghera e alla Milano-Busseto»

Calderaro ha l'hobby del carpfishing e tiene riposto nel cassetto un diploma da geometra. Azzurro agli Europei Juniores su strada e pista, ma sempre in attesa dell'acuto che sparigliasse le carte. La Popolarissima potrebbe aver acceso la miccia. Anche perché ha battuto gente che in stagione aveva già festeggiato. Come Damiano Cima, primo a San Bernardino e secondo alla San Geo: «Calderaro ha anticipato tutti, la Zalf è stata più forte», è stato il coomento generale a fine gara.

E il futuro di Filippo ora potrebbe aprirsi a nuovi sogni.

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