Ursula Schmidt, esordio in vasca a 79 anni

Ex insegnante in pensione, da 15 anni si allena in piscina e fa 20 km in bici per andare alla Padova Nuoto

PADOVA. «Arrivo in bici tutti i giorni, anche con la pioggia: non ho certo paura del maltempo, come potrei temere l’acqua?». Si può esordire anche a ottant’anni, salendo sul gradino più alto del podio al termine della prima gara di nuoto in carriera. È successo a Ursula Schmidt, italo-tedesca di 79 anni, esordiente tra i masters di nuoto M80 e tesserata per la Padova Nuoto Masters. Qualche giorno fa ha partecipato alla sua prima competizione, durante il trofeo di Vicenza, e non solo era l’atleta più anziana della manifestazione (pur essendo al debutto), ma ha anche realizzato un tempo inferiore alla seconda nuotatrice più anziana in gara, che di anni ne aveva 65. «Ho iniziato a nuotare a 62 anni, quando sono andata in pensione. Sono stata insegnante di tedesco in alcune scuole superiori di Padova e prima di quel momento non mi ero mai dedicata allo sport, anzi: sapevo nuotare nel senso che stavo a galla e non avevo paura dell’acqua, ma ero totalmente priva di qualsiasi tecnica e ho dovuto imparare tutto da zero». C’è stato qualcuno che ha avuto un ruolo determinante in questa scelta? «Sì, mio figlio Davide (Benato, il responsabile della squadra master della Padova Nuoto): già dal primo giorno di pensione mi ha detto: “Tu adesso cominci a fare sport e resti attiva”. E così ho cominciato a seguire i corsi per gli adulti della scuola nuoto, due volte alla settimana. Sono andata avanti così per 15 anni; quest’anno Davide mi ha proposto di tesserarmi come agonista e di iniziare a fare gare. La mia specialità è la rana. Mi è sembrata una bella cosa, che non avevo mai fatto, e ho accettato. Ma questo non è l’unica attività fisica che svolgo».

Cos’altro? «Cammino molto, circa una decina di chilometri al giorno a passo spedito. Appena posso mi piace fare qualche passeggiata in montagna, meglio se è impegnativa: sono soddisfatta quando salgo di mille metri in un paio d’ore. E poi mi sposto in bicicletta, faccio una ventina di chilometri al giorno: abito a Selvazzano e per venire ad allenarmi a Padova mi sposto così, e con qualsiasi tempo atmosferico. Mio figlio ha calcolato che ogni settimana percorro circa cinque chilometri a nuoto, 50 a piedi e 100 in bici».

È praticamente una triatleta, ma non ha dolori ai muscoli? «Noooo! Io sto bene, il medico è contento. La cosa singolare è che io non ho mai fatto sport in vita mia, invece i dottori mi dicono che sarei stata portata. Il fatto è che mi diverto, e questo è il segreto di tutto». Anche della sua prima vittoria? «Certo: mi alleno con costanza e determinazione, e i tempi arrivano naturalmente proprio perché mi diverto, e nemmeno lontanamente, con il pensiero, devo assolutamente e per forza essere la prima: se lo sono, sono felice; altrimenti non mi pesa. Però per piacere non mi glorifichi, sono una persona normale, non mi sembra di aver fatto niente di eccezionale». È singolare iniziare a gareggiare a questa età: «In effetti sarebbe bello avere degli avversari, allenarmi e competere con persone della mia età, ma capisco che non sia così semplice trovarli». A 79 anni, qual è il suo sogno nel cassetto? «Morire in buona salute e non essere di peso ai miei tre figli. Lo sport, in questo, mi sta aiutando parecchio».c.c.)

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