Il SaonaraVillatora si mangia il gol e si lascia infilare

Gimmy Fortini manca la rete al 52’ e la partita è del Liapiave La rabbia di mister Lucchini: risultato figlio dei nostri errori

VILLATORA. L’aneddotica applicata al calcio, popolare, antica, irrisolta ma non di meno saggia, si mostra al “Daniele Francesco” di Villatora dove i padovani prima si mangiano un gol clamoroso e dunque, a corollario dell’adagio “gol sbagliato, gol subito”, le buscano. L’occasione mancata da Gimmy Fortini al 52’ (si obietterà sulla mansione primaria degli stopper, ossia evitare di prenderle anziché di segnare, però...) è stata la sliding door di una partita fin lì in equilibrio sul bilancino della sostanza, ma non su quello delle occasioni. Se è vero che i locali hanno provato a menare le danze, sul tramonto del primo tempo lo sciagurato Manzan ha prima mandato a lato un comodo destro a porta vuota e poi ha tentato uno scarabocchiato pallonetto quando il senno suggeriva di sfondare la rete con qualsiasi arma a disposizione, di certo non il fioretto.

Scritto di Fortini (“maramao” al fuorigioco e sinistro solitario respinto da De Carli in disperata uscita), i padovani vanno sotto nel loro momento migliore con un tiro da casa sua di Gardin. Il raddoppio di Moresco all’89’, torello scatenato lanciato nelle praterie del contropiede, chiude una giornata soltanto primaverile nel cielo, ma uggiosa per mister Lucchini. Lo scontro playoff arride dunque alla classifica del Liapiave che si issa terzo, a quota 14 punti, il SaonaraVillatora esce dalla zona elitaria e rimane a 12.

I gol. Al 57’, Gardin calcia da quaranta metri un sinistro che rotola nell’angolino alla sinistra di Baldan, forse disturbato dal sole. L’incredulità dei suoi stessi tifosi è il miglior complimento per una marcatura più acconcia ai videogiochi che ai campi di Eccellenza; raddoppiano i trevigiani all’89’: Moresco getta le corna a terra e parte da metà campo inseguito da Nenzi che, dentro l’area, riesce faticosamente a rimpallare il primo tentativo dell’attaccante, non il secondo che impallina Baldan.

Promossi. Citazione d’obbligo per Gardin (e quando gli ricapita un gol così?); tra i locali l’onore delle armi è concesso a Ballin (’97): fin quando ha soffiato la sua gioventù, la fascia è stata solcata da un tornado.

Bocciati. Pollice verso al senso del gol di Manzan, posseduto dall’aura di Calloni Egidio, terrificante spiritello che tormenta gli attaccanti pasticcioni.

Hanno detto. Massimiliano Lucchini: «Abbiamo sbagliato i gol nel nostro momento migliore, quando abbiamo premuto il Liapiave nella sua area. Il risultato è figlio dei nostri errori in fase offensiva e difensiva dove abbiamo subito un gol da quaranta metri. Poi è chiaro che ci siamo sbilanciati ed abbiamo concesso il raddoppio in contropiede».

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